Green pass vaccinale Italia: il Governo valuta l’obbligo anche per cinema, teatri e palestre

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Green pass vaccinale Italia: il Governo sta implementando una serie di possibili impieghi del certificato ed estenderne l’uso oltre i matrimoni, RSA e stadi. Difatti, la variante Delta comincia a preoccupare seriamente e si stanno mettendo al vaglio tutte le decisioni necessarie affinché si scongiuri il rischio di una nuova ondata. Già domani potrebbe essere una giornata decisiva, con la possibile convocazione di una cabina di regia, necessaria per prendere una posizione.

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Green pass vaccinale Italia: i possibili cambiamenti

Campania stop vaccini green pass vaccinale italiaPer il green pass vaccinale Italia il Governo sembra propenso ad estenderne l’uso. Tuttavia, le intenzioni non sono quelle di aderire al modello francese, più drastico. Difatti, in Francia il certificato verde è obbligatorio per ristoranti, bus, bar e altri luoghi pubblici (e sono in atto molte proteste al riguardo).

Si pensa però di estenderne la valenza per i luoghi pubblici più affollati. Il green pass vaccinale Italia potrebbe infatti essere applicato anche per cinema e teatri, per palestre e convegni. Tra l’altro, potrebbe essere esteso anche a mezzi di trasporto come treni e aerei. Inoltre, si valuta il rilascio del pass solo dopo la seconda dose. Quindi, verrebbe concesso solo in caso di conclusione del ciclo vaccinale. La strategia dovrebbe incentivare i più reticenti al vaccino. Difatti, in Francia – dopo le misure attuate – c’è stato un sensibile aumento dei vaccinati. Per ora comunque niente di deciso, si dovrà attendere probabilmente la prossima settimana per ulteriori risvolti.

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Green pass vaccinale Italia: la posizione dei politici

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Matteo Salvini, dal suo profilo Twitter

Per quanto riguarda le possibili applicazioni del certificato vaccinale in Italia, sono diverse le posizioni dei politici. Matteo Salvini si schiera contro decisioni troppo drastiche: “Il modello francese non è un modello. Le scelte estreme non piacciono né a me né a Draghi. Il sottosegretario alla Salute, Pier Paolo Sileri, sembra invece più propenso a un’eventuale stretta: “Non propongo il Green pass come condizione per prendere un caffè al bar o andare a mangiare una pizza con gli amici, ma nel caso in cui la situazione epidemiologica peggiori possiamo pensare a questo strumento come alternativa ad eventuali future chiusure“.

Rallenta invece il sottosegretario Costa: “Per quanto riguarda l’obbligatorietà del green pass, un conto è se parliamo di discoteche e di stadi, ma parlare di ristoranti e bar mi pare eccessivo. Anche perché si introdurrebbe un elemento economico. Pensiamo ad una famiglia che va a mangiare una pizza con due bambini di 10 anni. Li costringiamo anche a doversi pagare il tampone. Su questo andrei più cauto”. Una cabina di regia con il premier Draghi potrebbe essere convocata già dal prossimo venerdì, in occasione del monitoraggio settimanale Iss.

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