Hostaria degli Artisti: quando il mangiar bene non sacrifica il gusto

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La salute si sa, si costruisce anche a tavola sulla base del cibo che mangiamo. È dunque fondamentale dare la giusta importanza a una dieta varia ed equilibrata, caratterizzata dall’assunzione bilanciata dei vari nutrienti. Mangiare è considerato uno dei piaceri della vita, ma “mangiare bene” non significa solo saziarsi. L’ Hostaria degli Artisti, piccolo hub del gusto ubicato a Napoli (nel cuore del quartiere Vomero, precisamente in Via Tino di Camaino 5), propone il primo menù studiato per chi non è disposto a rinunciare né al piacere di mangiare con parenti, colleghi ed amici fuori casa, né ad una corretta alimentazione.

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Hostaria degli Artisti: la valorizzazione degli ingredienti

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Antonio Serra chef di Hostaria degli Artisti

Il primo segreto alla base dei piatti proposti dallo chef di Hostaria degli Artisti, Antonio Serra, è l’altissima qualità degli ingredienti. Tra i suoi fornitori figurano nomi come Adoro, Ardolino Carni, Armatore, Jolanda De Colo, Otranto, Umani Ronchi. I piatti da lui preparati sono semplici, equilibrati, mai carichi di sale, zucchero o spezie; le cotture sono delicate, per evitare che annullino i benefici degli ingredienti.

Addirittura tutte le proposte culinarie del locale sono il frutto di uno studio combinato sul bilanciamento dei nutrienti (carboidrati, proteine, fibre e lipidi) effettuato dallo chef e dalla nutrizionista Sabrina Chimenz

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L’idea dello chef Serra

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La Colatura di Cetara

L’idea di Antonio Serra è proprio quella di far sentire i suoi ospiti come a casa, raccontando loro le sue creazioni culinarie. “Le mie ricette, anche quelle che mutuo dalla tradizione culinaria partenopea, sono tutte originali, riviste passo passo, ingrediente dopo ingrediente. Ritengo che l’olio sia di fondamentale importanza, perciò ho scelto di utilizzare quello dell’azienda napoletana Adoro. Per ogni piatto, poi, abbiamo il giusto vino da accostare. Il punto di forza della nostra carta dei vini è la versatilità delle sue proposte. Ad esempio il Verdicchio dell’azienda Umani Ronchi si abbina bene a diversi miei piatti, come la “Colatura di Cetara” (linguine di Gragnano condite con aglio rosso di Sulmona, olio EVO, prezzemolo e colatura di alici) oppure il risotto al Mojito (riso Carnaroli lavorato a pietra, rhum Bacardi, burro di bufala, gambero rosa del Mediterraneo, menta fresca, lime, pepe verde in grani e petali di Parmigiano Reggiano 28 mesi)”.

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La soddisfazione del direttore di Hostaria

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Ugo Di Paolo direttore di Hostaria degli Artisti

Ugo Di Paolo, direttore di Hostaria degli Artisti confessa:”Tutto questo rappresenta la nostra idea di offerta a 360 gradi. Selezioniamo con cura i fornitori e cerchiamo sempre il meglio per dare la giusta resa qualitativa ai nostri piatti. Per noi è fondamentale l’equilibrio tra gusto e benessere, il nostro motto è “mangiare bene, per vivere bene”. La dottoressa Sabrina Chimenz lavora con lo chef sulle dosi e sulla scelta dei cibi. Alla fine decreta se il piatto finale regala benessere a chi lo consuma

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