Hyplane: lo “Shuttle passeggeri” con tecnologia made in Naples

Il volo spaziale di linea, utopia o realtà?

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Hyplane
Hyplane: lo “Shuttle passeggeri” con tecnologia made in Naples
Hyplane
ing. Gennaro Russo

Il progetto Hyplane, la nuova tecnologia aerospaziale nata dall’idea innovativa dell’ing. Gennaro Russo, presidente della PMI Trans-Tech, promette voli ipersonici e gite spaziali. Venuto alla luce nel 2013 a Napoli, il Progetto Hyplane ha visto anche la collaborazione dell’Università Federico II, con il coordinamento del prof. Raffaele Savino, docente di Fluidodinamica presso la Facoltà di Ingegneria. In cosa consiste? Nella progettazione di un velivolo, un business jet, adatto ad accogliere un massimo di 6 passeggeri, oltre ai due piloti, e in grado di decollare da una pista lunga meno di 1 Km.

Hyplane e la tecnologia aerospaziale

HyplaneHyplane è una perfetta combinazione tra un aereo di linea e uno Shuttle. Infatti è capace di sfruttare il decollo e l’atterraggio da normali piste aeroportuali, ma nel frattempo anche di trasportare l’equipaggio oltre la linea di Karman così da far percepire la curvatura terrestre. Questa linea è posta convenzionalmente a 100 Km dal livello del mare e utilizzata dal FAI (Federazione Aeronautica Internazionale) per stabilire la differenza tra un volo aeronautico e un volo astronautico. Questo business jet sfruttando la velocità ipersonica sarà in grado, per esempio, di coprire la tratta Napoli-New York in meno di due ore volando a circa 30 Km di quota. Mediante un volo parabolico, invece, offrirà ai suoi passeggeri gite spaziali condite da assenza di gravità e una vista mozzafiato della Terra.

Le sue caratteristiche tecniche saranno:

  • Lunghezza totale 24 metri;
  • 13 metri di apertura alare;
  • Motore a ciclo combinato;
  • Solo 25 tonnellate di peso al decollo.
Hyplane
Esempio di aereo ipersonico

I vantaggi:

  • Nessuna produzione di boati assordanti;
  • Nessun bisogno di nave-madre per il decollo (come Virgin Galactic);
  • Tecnologia made in Italy;
  • Un velivolo per turismo spaziale;
  • Una piattaforma per esperimenti in micro-gravità;
  • Una facility di addestramento per piloti e astronauti;
  • Un sistema per il lancio in orbita di piccoli payload;

L’unico svantaggio? La cifra del biglietto che, per restare in tema, fa schizzare gli occhi fuori dalle orbite, con i suoi 50mila euro, ma che comunque resta nettamente inferiore rispetto ai 180mila euro di Virgin Galactic.

Per il momento non ci sono ancora dati certi e tempistiche per la realizzazione, ma sembra che il DAC (Distretto Aerospaziale della Campania) stia puntando sul progetto Hyplane, che potrebbe supportare la filiera campana creando in futuro nuova domanda di mercato.

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