Russia, Ikea e H&M chiudono i negozi: stanziati 37mln per i fuggitivi ucraini

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In copertina: Vladimir Putin (fonte YouTube) e i loghi di Ikea e H&M

Ikea lascia Russia e Bielorussia. Si tratta di una chiusura momentanea, che occuperà l’intera durata del conflitto scatenato in Ucraina. Ha inoltre intenzione di donare 37 milioni di euro allo Stato offeso. L’annuncio è avvenuto subito dopo la medesima decisione del brand d’abbigliamento H&M. Ma queste non sono le uniche aziende cha hanno optato per abbassare le serrande. Decisioni simili sono state prese da marchi internazionali come Apple e Microsoft Office, ma anche dalle piattaforme social.

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Ikea lascia Russia imitando H&M

A muovere il primo scacco è stato il noto brand d’abbigliamento H&M. La società ha annunciato una chiusura temporanea dei suoi negozi sparsi in tutta la Russia. Si tratta del suo sesto mercato per importanza. La motivazione si annida naturalmente nel conflitto generato da Putin in terra ucraina. L’azienda si è detta molto preoccupata per gli sviluppi bellici e ha espresso vicinanza a tutte le persone rimaste coinvolte. Da chi ha già perso la vita a chi sta ancora lottando per tenersela stretta. Subito dopo, Ikea ha adottato le medesime misure. Le serrande dei negozi della multinazionale svedese si abbasseranno non solo in Russia, ma anche in Bielorussia.

Ma il suo operato non termina qui. Difatti ha intenzione di donare all’Ucraina 400 milioni di corone svedesi per aiutare concretamente i fuggitivi. In euro, questa somma è approssimata ai 37 milioni. Non è nelle intenzioni di Ikea chiudere i centri commerciali marchiati Mega. In questo modo, i cittadini russi potranno continuare ad avere accesso a beni alimentari e medicine.

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Ikea lascia Russia: centinaia di altri brand salutano Mosca

assicurazioni codice della stradaMa tantissime sono le aziende che hanno deciso di abbandonare la Russia come punizione per aver scatenato un conflitto di questa portata. Il mercato resterà privo di molti brand automobilistici. Tra questi: Toyota, Renault, Porsche, Ford, Audi, BMW, Wolkswaden eccetera. Oltre ai quattroruote, la Russia sarà costretta a rinunciare a prodotti di altri marchi rinomati a livello mondiale. Un esempio lampante è quello della Apple, poi Amazon, Twitter, Facebook, Snapchat e Instagram. Dicono addio Netflix, Nintendo, Playstation, Microsoft Office e gli adulti Pornhub e Onlyfans. La lista, tuttavia, è ancora chilometrica.

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Guerra in Ucraina: il primo doloroso bilancio

Donna massacrata pugni“Purtroppo abbiamo numerosi casi di soldati russi che hanno violentato donne nelle città ucraine occupate. Quando le bombe cadono sulle vostre città, quando i soldati violentano le donne nelle città occupate è difficile, ovviamente, parlare dell’efficienza del diritto internazionale. Ma questo è l’unico strumento di civiltà a nostra disposizione per assicurarci che alla fine tutti coloro che hanno reso possibile questa guerra saranno assicurati alla giustizia.” Queste sono state le parole di Dmytro Kuleba, Ministro degli Esteri ucraino, durante una videoconferenza alla Chatham House. Non ha fornito ulteriori dettagli del teatro dell’orrore. A raccontarlo ci pensa chi ha vissuto tutto in prima persona, e che ha ancora il cuore che batte. Il bilancio dei morti in Ucraina supera la soglia dei 2.000; tra questi un centinaio sono bambini.