Tragica morte su lavoro: 22enne uccisa da macchina. Lascia il figlio piccolo

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incidente fabbrica montemurlo
Luana D'Orazio, dalla pagina Facebook di PierPaolo Bombardieri

Incidente fabbrica Montemurlo, un comune a nord di Firenze. Una ragazza di soli ventidue anni è morta sul lavoro, abbandonando per sempre suo figlio, ancora troppo piccolo. La tragedia è avvenuta davanti alle sue colleghe, le quali non hanno potuto fare nulla per salvarle la vita. Il suo corpo, infatti, era rimasto incastrato in uno dei macchinari dell’industria tessile.

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Incidente fabbrica Montemurlo: ennesima morte sul lavoro

violenza napoli moglieL’ambientazione di questa triste storia è un’industria tessile in provincia di Prato, nella Regione Toscana. La sfortunata protagonista, invece, si chiama Luana D’Orazio, una ragazza di soli ventidue anni. Luana lavora per mantenere se stessa e suo figlio di cinque anni, per garantirgli un futuro come meglio può. Come ogni giorno, si reca nella fabbrica di Montemurlo per adempiere ai propri compiti insieme alle sue colleghe. Ma questa volta è diverso; è lunedì 3 maggio, due giorni dopo la Festa dei Lavoratori. Luana si trova accanto a un macchinario, intenta a svolgere una mansione, quando rimane impigliata. In pochi attimi viene trascinata nel rullo della macchina, e le colleghe non riescono a tirarla fuori. Quando l’impianto viene disattivato, il corpo di Luana è già stato straziato. Vengono chiamati i tecnici e i soccorsi ma, purtroppo, non c’è nulla da fare.

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Incidente fabbrica Montemurlo: il dolore della gente

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PierPaolo Bombardieri, dalla sua pagina Facebook ufficiale

L’incidente mortale che ha coinvolto Luana ha scosso l’intera popolazione di Montemurlo e dintorni. I suoi amici l’hanno descritta come una persona semplice e solare, una ragazza buona con tanta voglia di vivere. Era piena di sogni nel cassetto – desideri a cui ha dovuto improvvisamente rinunciare. In proposito si è espresso PierPaolo Bombardieri, segretario generale della UIL: “Morire ancora sul lavoro non è accettabile. Quasi ogni giorno un lavoratore si reca al lavoro e non fa più ritorno a casa. Certo poi ci sono le verifiche, le inchieste, le multe, i risarcimenti, ma la vita non si può risarcire o monetizzare. Dobbiamo riportare centrale il tema della sicurezza sul lavoro nelle aziende”.

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