Incidente Porto Marghera operaio morto sul posto di lavoro. Pare sia caduto dalla passerella sulla quale si trovava. Sbattendo la testa è morto in ospedale. In corso indagini per capire il motivo della caduta.
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Incidente Porto Marghera: operaio morto sul posto di lavoro
Si chiamava Alessandro Zabeo di 33 anni. Un giovane operaio che lavorare nel porto Marghera a Venezia. Era nella zona di carico e scarico, lavorando come ogni giorno alla sua postazione. Per motivi ancora da stabilire Alessandro cade dalla passerella facendo un volo di circa 3 metri. Sbatte forte la testa e da quel momento perde i sensi. Dopo una corsa in ospedale stamattina la triste notizia. Alessandro è morto sul posto di lavoro a 33 anni. Non è chiaro se la sua caduta sia stata data da un malore improvviso o da una perdita d’equilibrio dopo essersi sporto dalla balaustra. Gli inquirenti hanno avviato le indagini per accertare che ci fossero le condizioni di sicurezza adeguate per poter lavorare. La settimana scorsa i sindacati avevano indetto una riunione con l’Autorità portuale per controllare le condizioni di sicurezza generale della zona.
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Incidente Porto Marghera: il presidio dei sindacati
Dopo l’annuncio ufficiale della morte di un loro collega i sindacati hanno subito organizzato una mobilitazione davanti ai cancelli del porto in cui è avvenuto la tragedia. Con un comunicato ufficiale esprimono la loro vicinanza ad amici e familiari della vittima. “Esprimiamo profonda tristezza e amarezza per un giovane lavoratore che lavorando si fa male, senza se e senza ma. Non deve succedere, ma accade e si pensa ai perché e alle responsabilità sempre dopo. Basta incidenti-infortuni sul lavoro, basta rischiare la vita per il lavoro. Ognuno faccia la sua parte”. Le segreterie dei diversi sindacati sottolineano come le autorità portuali troppo spesso calpestino le più basilari norme di sicurezza per incentivare un carico e scarico di merci più veloce e sicuramente più redditizio.
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Incidente Porto Marghera: l’ennesima morto sul lavoro, i messaggi di cordoglio
Quella di Alessandro è l’ennesima morte bianca, ovvero soltanto l’ultima di molte morti sul lavoro. Perlopiù operai ricoprono mensilmente le pagine di cronaca nera. Centinaia di operai che su cantiere o nelle fabbriche sono vittime di incidenti mortali. La maggior parte delle volte incidenti che si sarebbero potuti evitare con una maggior attenzione alle regole di sicurezza. Lo scrive anche il parlamentare veneziano Nicola Pellicani su Facebook ricordando Alessandro. “È purtroppo l’ennesima vittima dell’inadeguatezza del sistema normativo e di controllo della sicurezza in Italia. La tutela della vita dei lavoratori deve essere al centro dell’agenda di tutte le forze politiche”.





























