Si suicida incinta al nono mese, il marito disperato: “Il lavoro l’ha distrutta”

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Incinta suicida marito parla dopo la tragedia. Da la colpa al lavoro della donna. La paura di non poter gestire tutto sembra averla sopraffatta. Lo conferma anche la suocera della donna deceduta in una recente intervista. 

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Incinta suicida marito lascia una dichiarazione 

incinta suicida marito, donatore sperma denunciatoSi chiamava Giuliana Tosco, commercialista e incinta di quasi nove mesi. Il giorno dopo il suo suicidio la donna avrebbe compiuto 37 anni. La pressione però sembra essere stata troppa e la Tosco ha deciso di gettarsi dal balcone del suo appartamento mentre era a telefono con una collega. Inutili i soccorsi giunti sul posto che hanno decretato il suo decesso nonché quello del bambino che portava in grembo. Dopo giorni di silenzio il marito si è espresso pubblicamente sulla faccenda dando la colpa al lavoro. “Il lavoro l’ha travolta. Mia moglie amava tantissimo la sua professione. Lo faceva con passione ma lavorava troppo. Non sapeva dire di no. Questo l’ha distrutta”. Anche la madre dell’uomo nonché suocera della Tosca avvalora questa tesi. “Temeva di non saper gestire tutto, anche se noi le avevamo garantito tutto l’aiuto possibile. Ma lei si sentiva lo stesso soverchiata”. 

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Incinta si suicida: le testimonianze dei colleghi 

incinta suicida marito Anche i colleghi hanno descritto una situazione di malessere nella donna. In particolare dopo la sua guarigione dal Covid, che aveva contratto a gennaio quando era già incinta. “Diceva che non ne era ancora uscita anche se era guarita, ripeteva che dopo il Covid era cambiata”. Uno dei due biglietti d’addio lasciato dalla donna era indirizzato al suo ufficio. Si trattava di un elenco di suggerimenti per i lavori da svolgere dopo la sua morta. “Diceva di stare bene, che era tutto a posto. Noi siamo sempre stati pronti ad aiutarla. Sapevo che tutto questo la preoccupava e le avevo assicurato che ci saremmo presi in carico i suoi clienti per il tempo necessario quando avesse dovuto assentarsi”. Lo ha dichiarato il titolare dello studio commercialista dove la donna lavorava.