Ape Social, che pasticcio. Ecco come l’INPS ha escluso tantissimi lavoratori

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Dalla pagina FB ufficiale dell'Inps

L’INPS ha riaperto i termini per l’APE Social, lo strumento che consente di andare in pensione prima del tempo a determinate categorie di lavoratori. Si tratta di un’indennità mensile, a carico dello Stato, riconosciuta a chi ha almeno 63 anni e si trova in una delle condizioni previste dalla legge: disoccupati, caregiver, invalidi o addetti a lavori gravosi. L’INPS la gestisce direttamente, verificando i requisiti e autorizzando il pagamento fino al raggiungimento della pensione ordinaria. Non è un anticipo del proprio assegno, ma un sostegno ponte: lo Stato paga, il lavoratore aspetta.

Non tutto però è andato come previsto. Ecco cosa sta succedendo.

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Inps e APE social: il pasticcio della mobilità in deroga

Covid Cassa integrazioneAccade all’INPS; I lavoratori licenziati con un minimo di 30 anni di contributi e 63 anni e 5 mesi che non devono percepire nessuno reddito, possono accedere all’APE Social. Questi sono i requisiti essenziali per richiedere tale strumento.

Ci sono alcuni ex lavoratori che però, essendo in mobilità in deroga, hanno fatto richiesta alla Regione ma non hanno fatto richiesta all’INPS, per assicurarsi un paracadute se mai la richiesta di APE social venisse meno per mancanza di requisiti. Fino a qualche tempo fa il procedimento per ottenere tale strumento è stato sempre lo stesso; infatti molti ex lavoratori in tali condizioni sono riusciti ad ottenerlo, ma oggi si nota che gli uffici Inps, hanno cambiato rotta.

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Inps e APE social: il cambio di rotta

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Dalla pagina FB ufficiale dell’Inps

In pratica gli uffici hanno detto che chi ha presentato domanda alla Regione per la mobilità in deroga, se non ha fatto richiesta all’INPS, non può ottenere l’APE social.

Ma con questa decisione gli uffici Inps mettono in moto una discriminazione danneggiando cronicamente e psicologicamente le persone che da tempo già soffrono per le condizioni precarie. Inoltre c’è da rimarcare che la disposizione che chi ha fatto domanda alla regione non può ottenere l’ape social, c’è un vizio di forma poiché lo stesso ex lavoratore non è stato informato.

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Per tanto bisogna che gli uffici Inps si ravvedano su tale decisione affinché possano ridare la dignità persa da queste persone che da tempo hanno subito.