Inquinamento: la vera piaga del ventunesimo secolo

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Uno studio dell’Istituto Max Planck e dell’Università di Mainz (Germania) accende i riflettori su quella che può essere definita una pandemia da inquinamento dell’aria. Si tratta di una vera e propria piaga del XXI secolo. L’aria cattiva ha effetti disastrosi per la salute dell’essere umano, più del fumo e di malattie come HIV e malaria.

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Inquinamento, una vera pandemia

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L’analisi è condotta da Jos Lelieveld e Thomas Münzel dell’Istituto Max Planck e Università di Mainz. È stata pubblicata sul Cardiovascular Research. Secondo lo studio, l’inquinamento accorcia di 3 anni l’aspettativa media di vita di un individuo e causa 8,8 milioni di morti premature ogni anno nel mondo.

Gli studiosi Lelieveld e Münzel hanno osservato dei dati notevoli. Gli effetti negativi dell’inquinamento dell’aria, in rapporto al numero di morti e alla riduzione dell’aspettativa di vita, competono tristemente con quelli del fumo. Pare, infatti, che siano ben più alti di quelli di altre cause di morte. Trattandosi di un fenomeno mondiale, i risultati di questa analisi denunciano l’esistenza di una vera e propria pandemia da inquinamento dell’aria. Si evince, quindi, che l’impatto dell’inquinamento sulla salute pubblica è, complessivamente, maggiore di quanto creduto finora.

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Inquinamento e salute umana 

Il confronto dei dati, rispetto a diverse tipologie di malattie, è sorprendente. Sono state analizzate patologie cardiovascolari, respiratorie e polmonarie, oltre a quelle connesse a tumori o diabete. Si tratta di un rapporto impari – in termini numerici – tra questi risultati e i dati emersi dallo studio sull’inquinamento. 

  • Il fumo determina un accorciamento dell’aspettativa di vita, in media, di 2,2 anni e 7,2 milioni di morti premature l’anno;
  • L’HIV (o AIDS) causa, invece, una riduzione di 0,7 anni, con un dato conseguenziale di 1 milione di morti premature l’anno;
  • Malattie come la malaria accorciano la vita di 0,6 anni, registrando 600.000 morti precoci l’anno;
  • È emerso, inoltre, che la prima causa di morte per smog è rappresentata proprio da malattie cardiovascolari, come infarto e ictus, cui si associa il 43% dell’aspettativa di vita persa per l’inquinamento nel mondo.
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La situazione in Europa e in Italia inquinamento

In Europa l’aspettativa è ridotta, in media, di 2,2 anni. Si tratta di un danno prevenibile, eliminando le emissioni derivanti dai combustibili fossili (come il petrolio). A livello mondiale, se tutte le emissioni prodotte dall’uomo fossero eliminate, l’aspettativa di vita media crescerebbe di circa 2 anni.

In Italia l’inquinamento è responsabile di 81.473 decessi prematuri l’anno (dato riferito al 2015), per un totale di 1.242.579 anni di vita persi annualmente. L’aspettativa di vita di un italiano è ridotta mediamente di 1,91 anni a causa dell’inquinamento. Particolari criticità sul fronte del biossido di azoto e dell’ozono si sono registrate in Sicilia, stando alle ultime rilevazioni dell’Ispra (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale).

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