Insetti alimentari, il cibo del futuro? Arrivano i primi ok dall’Europa

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Gli insetti alimentari fanno la loro prima comparsa in Europa. Approvati da EFSA (Autorità europea per la sicurezza alimentare), potremo trovarli presto negli scaffali dei supermercati. I benefici della loro produzione (per la salute e per l’ambiente) basteranno a eliminare la repulsione nei loro confronti?

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Insetti alimentari: la risposta agli allevamenti intensivi?

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Circa 2 mesi fa l’EFSA ha dato l’ok per il primo insetto alimentare: i cosiddetti ‘vermi della farina gialla’. Gli insetti fanno parte del novel food (cibi diversi da quelli tradizionali, tra cui alimenti derivanti da alghe, microrganismi o prodotti vegetali derivati da animali) e sono un modo per contrastare l’eccessiva produzione di carne che è altamente inquinante.

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Insetti alimentari: i primi ok dall’Europa

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Il primo insetto ad essere approvato dall’Europa è il cosiddetto Tenebrio molitor, conosciuto anche come ‘tarma della farina’. Questo piccolo animale promette di diventare una fonte di cibo altamente nutriente, sostenibile e dallo scarso impatto ambientale. Secondo gli ultimi studi i vermi costituiscono una fonte di proteine di alta qualità per il nostro organismo, simili a quelle della carne e del pesce. Sono anche ricchi di acidi grassi, fibre, fosforo, rame, selenio, ferro, magnesio, di manganese e  zinco. Inoltre, presentano un rischio basso per quanto riguarda la trasmissione di malattie come quella della mucca pazza o l’influenza aviaria. Questo li rende uno snack sano e pratico da mangiare quando si è fuori casa. Essiccati e ridotti in polvere possono diventare una sorta di farina per la produzione di pasta o biscotti.

Recentemente, poi, è arrivato un altro semaforo verde dall’EFSA, quello per il consumo della locusta migratoria. Va specificato che da questo passaggio all’effettiva messa in commercio della locusta ci vorranno ancora altri “ok” dall’Unione Europea (che invece la tarma della farina ha già ottenuto a maggio, conquistando la commercializzazione). Ma il parere dell’EFSA è fondamentale, scientifico e ufficiale: gli insetti alimentari possono essere mangiati. Chiaramente bisognerà stare attenti all’etichetta: la locusta migratoria potrebbe dare reazioni in soggetti allergici a crostacei, acari e molluschi.

Insetti alimentari: i benefici e le ricette

GrilliGli insetti alimentari, come le tarme della farina o la locusta migratoria, contengono proteine e amminoacidi di alta qualità (lo ha dichiarato la FAO nel 2018) sono un’ottima alternativa nutrizionale ai tipi di carne e pesce più comuni nelle nostre tavole ma soprattutto sono estremamente sostenibili per l’ambiente e ridurrebbero tantissimo il consumo di acqua, mangime e suolo che serve per il nostro cibo odierno.

Sì, ma come mangiarli? Il modo migliore è prendere spunto dai paesi che già li utilizzano. Finora le preparazioni più comuni vedono gli insetti vivi, arrostiti, fritti, ricoperti di salse dolci e salate, o sminuzzati. Possiamo prendere comunque esempio anche dall’Europa. In Svizzera, appena dopo l’ok alla commercializzazione come insetti alimentari, le tarme della farina sono comparse in hamburger e polpette in scatola (ed erano anche piuttosto costose).

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I numeri del mercato degli insetti alimentari

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In molte parti del mondo gli insetti alimentari esistono da sempre. Si pensi alla Cina, ma anche all’India e ad alcuni paesi dell’Africa. Un retaggio della tradizione, ma anche una risposta ai problemi di carestia e denutrizione che attanagliano diverse aree del mondo.

Ora la tendenza al consumo di insetti alimentari (sono oltre 1400 i tipi commestibili) si sta diffondendo a macchia d’olio anche nei paesi occidentali – complice la moda per l’Oriente e per l’attrazione per la sua tradizione culinaria.

Alcuni dati sono interessanti: secondo le stime di Global Market Insights, per esempio, il mercato degli insetti si appresta a toccare i 710 milioni di dollari di fatturato annuo entro il 2024. L’EFSA, poi, ha ricevuto richieste di approvazione alimentare per altri 17 tipi di insetti, un vero e proprio boom.

Nella sola Europa si stima che entro il 2030 più di 3 milioni di tonnellate di proteine saranno prodotte a partire dagli insetti (fonte: Ipiff – International Platform of Insects for Food and Feed). Si prevede una crescita del settore fra 2 e 5 tonnellate all’anno. In Italia, tuttavia, la tendenza non è ancora così forte. Coldiretti fa notare come la maggioranza degli italiani (54%) consideri gli insetti estranei alla cultura alimentare nazionale e non sia favorevole al loro consumo a tavola.

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