Su Informa Press ci siamo spesso occupati degli insetti alimentari in Italia. Abbiamo seguito tutta la trafila che ha portato alla loro approvazione e poi abbiamo scoperto che sono in molti più alimenti di quel che sembra. Oggi però ci occuperemo di tutte le ultime notizie riguardanti gli insetti alimentari in Italia. In particolare due ci hanno colpito, almeno in questa settimana. Pronti a scoprirle con noi?
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Insetti alimentari: dove eravamo rimasti?
Prima di iniziare, un breve riepilogo delle puntate precedenti. L’unione Europea, attraverso le sue specifiche autoritĂ , come l’EFSA, ha approvato e sta approvando insetti per uso alimentare nel vecchio continente. Al momento siamo a tre insetti (larva gialla della farina, locusta migratoria e grillo domestico) ma molti altri attendono solo l’approvazione.
Finora in massima parte questi insetti erano entrati, come farine e polveri, in impasti preconfezionati (es: hamburger da supermercato – piuttosto diffusi in Svizzera – e patatine, come quelle della Fucibo di Vicenza). Finora, appunto. Mancava poco al grande salto e questo salto è arrivato. Peccato che abbia scatenato non poche polemiche.
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Insetti alimentari: l’hamburger di Pane & Trita
Usare la farina di grillo come ingrediente di cibi freschi? In effetti la differenza non dovrebbe essere enorme, ma il nostro cervello considera spesso il cibo preconfezionato come piĂą “sicuro”, piĂą “lontano” da possibili idee di contaminazioni, per questo mettere gli insetti alimentari come ingredienti di un qualsiasi cibo preparato al momento sembra molto piĂą difficile da digerire.
Ebbene, questo grande salto lo ha fatto “Pane & Trita“, catena di steak house che comprende 7 punti vendita in Lombardia. La catena ha da poco commercializzato in tutti i suoi punti vendita il Grillo Cheeseburger, il primo hamburger in Italia fatto di farina di grillo. Ecco tutti gli ingredienti del panino: pane artigianale verde, burger con polvere di grillo, scamorza fusa, cavolo viola, patata americana crispy e salsa Pane & Trita.
Intendiamoci, la farina di grillo compone solo l’1,6% del burger vegetale, ma tanto è bastato perchĂ© la catena ricevesse titoli e commenti un po’ da tutta Italia. La percentuale così bassa non è un caso: al momento la farina di grillo è molto piĂą costosa di quelle normali. E il panino è un test, che resterĂ in carta per un paio di settimane, giusto per testare il terreno.
Ciò che diventerà il cibo del futuro al momento paga tutti i soldi delle sperimentazioni fatte per renderlo commercializzabile. Appena inizierà a prendere piede, i costi si ridurranno drasticamente; quindi un burger vegetale verrà a costare molto meno di uno fatto con la carne.
Insetti alimentari: c’è chi dice no, ma passa dalla parte del torto
Gli esseri umani, appena trovano un appiglio per innovare, ci si fiondano. Quindi la farina di grillo inizia a essere presente anche in altri prodotti, in particolare nei prodotti da forno. Ma purtroppo c’è chi non l’ha presa benissimo. Andiamo anche qui con ordine.
Partiamo da Torino e dal pane con farina di grillo. A produrlo e venderlo nel suo forno sarà  Enrico Murdocco, che ha presentato la sua nuova creazione così
Come potrete notare sulla sua pagina Facebook, gli utenti non l’hanno presa benissimo, accusandolo di oltraggiare la tradizione italiana.
Ma non è l’unico a cui non è andata forse come sperava. La seconda “indignazione” viene da Bologna. Stavolta la farina di grillo viene proposta nella pizza; a farlo sono Giuseppe Rosa e Claudio Voci della Pizzeria Almiro a Osteria Grande, nel bolognese.
Le caratteristiche dell’indignazione sono piĂą o meno le stesse, un attacco all’italianitĂ della pizza e del cibo. Anche in questo caso, però la pizza con impasto a base di farina di grillo sarĂ disponibile solo da marzo. Inoltre, anche in questo caso la farina di grillo sarĂ solo una piccola percentuale del totale.
Adesso arrivano anche i cornetti con farina di grilli! A farli è il Bar Palapa di Reggio Emilia. Costano un po’ di piĂą di quelli normali (circa 2 euro al pezzo) e somigliano al sapore di quelli integrali, a detta di chi li ha provati. Anche qui ci sono state polemiche. La notizia è infatti arrivata sui giornali online, come La Gazzetta di Parma, il cui post è stato, come potete vedere, inondato di critiche.
Insetti alimentari: ma c’è qualcuno che dice sì
Infatti a Torino un consigliere comunale ha proposto di inserire degli alimenti con farina di grillo nelle mense scolastiche per combattere i pregiudizi.
Si tratta di Silvio Viale, medico e storico esponente cittadino dei Radicali. Per provocazione, in occasione della Festa dell’Europa, il consigliere ha offerto ai colleghi del Consiglio comunale un buffet a base di cracker, biscotti, patatine a base di farina di grilli, grilli e paprika accompagnati con un bicchiere di vino.
“Non vedo niente di male se venisse offerta come merenda a scuola”, ha detto. Anche in questo caso, la sua posizione ha fatto molto discutere.
Ma che le polemiche servano solo per farsi pubblicitĂ ? Alla fine sarĂ il mercato a parlare. A noi non resta che dire “Buon appetito a tutti”.
































