Italia, discoteche aperte: ok del CTS, capienza 35%. Salvini: “Presa in giro”

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Italia discoteche aperte,
Foto di Salvini dal profilo Facebook ufficiale di Matteo Salvini

Italia discoteche aperte, arriva la decisione del CTS. Dopo quasi due anni di chiusura sale da ballo e locali possono ripartire, ovviamente con qualche restrizione. Sarà del 35% la capienza concessa al chiuso e del 50% quella all’aperto, in zona bianca. Inutile sottolineare l’obbligo i Green Pass. Numeri che muovono malcontenti tra i gestori dei locali. Secondo loro la capienza concessa non basterebbe a coprire le spese. Salvini subito tuona: “Presa in giro senza senso”.

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Italia discoteche aperte: tutte le misure restrittive

Italia discoteche aperte,Quasi due anni senza locali, questo lo scenario che ha accompagnato l’Italia. Mentre in altri paesi come l’Olanda già da mesi ormai è ripresa la vita quotidiana per certe attività. In Italia il CTS qui ha deciso di continuare con le chiusure sino ad oggi. Viene infatti concessa la riapertura a locali e sale da ballo in zona bianca. La capienza sarà ridotta al 35% al chiuso e al 50% all’aperto e consentita solo a possessori di Green-Pass. Numeri che non fanno ben sperare viste le proteste dei gestori. Viene richiesto un tavolo tecnico per discutere sulle limitazioni. Queste non basterebbero infatti per sostenere le spese previste. A quel punto quasi che ai locali sarebbe convenuto rimaner chiusi.

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Italia discoteche aperte: Salvini e gli imprenditori protestano

Italia discoteche aperte,
Dal profilo Facebook ufficiale di Matteo Salvini

I gestori dei locali protestano e lo fanno attraverso Gianni Indino. Il Presidente di Silb-Fipe Emilia-Romagna commenta infatti con tono critico la decisione del CTS. “Il 35% di capienza al chiuso è una percentuale difficile a accogliere positivamente, è una capienza antieconomica”. Per questo richiedono un tavolo tecnico con chi di dovere. Sulla questione si fionda anche Salvini: “Una presa in giro senza senso scientifico, sanitario, sociale ed economico”. Afferma l’ex vice-ministro. “Con questi numeri rischiano di fallire 3000 aziende e di rimanere a casa 200.000 lavoratori”. Insomma, la riapertura tanto attesa non è stata accolta come si sperava.

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