Italia e rinnovabili: a che punto siamo? Ecco gli ultimi dati

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Italia e rinnovabili Pannelli fotovoltaici

Italia e rinnovabili, a che punto siamo? Si sente parlare spesso di transizione energetica ed energia pulita, ma com’è messo il nostro paese? Per rispondere a questa domanda è arrivato l’ultimo aggiornamento del settore. Si tratta di uno studio di Enel Foundation realizzato con Althesys (società professionale di consulenza nel settore ambiente ed energia) ed Elettricità Futura (la principale associazione delle imprese che operano nel settore elettrico italiano) a partire da informazioni provenienti da fonti aperte, da istituti di ricerca e dalle istituzioni.

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Italia e rinnovabili: lo studio di Enel Foundation

Lavori verdiI numeri dello studio di Enel Foundation sono chiari: entro il 2030 il settore dell’elettricità, che dipenderà sempre di più dalle rinnovabili, produrrà 360 miliardi di euro di benefici economici, in termini di valore aggiunto per filiera e indotto, con 540.000 nuovi posti di lavoro nel settore elettrico e nella sua filiera industriale.

La voce della politica, a partire da Gilberto Pichetto Fratin, ministro dell’Ambiente e della sicurezza energetica nel governo Meloni, è chiara. Gli ultimi anni ci hanno posto una sfida valoriale e territoriale, quella di un’energia che sia più pulita, più vicina (potremmo dire più nostra) e soprattutto che sia maggiormente attenta al pianeta. Questo vuol dire intervenire su tutta la filiera, dalla produzione (usare sempre di più energie rinnovabili e sempre di meno le fossili) al trasporto (avere le fonti di energia più vicine a noi consentirebbe un grande risparmio) fino al consumo.

In quest’ultimo caso si tratta di:

  • Ottimizzare ciò che già abbiamo (pensate alla grande espansione dei mobility manager);
  • Adottare abitudini e strumenti più sostenibili (soprattutto in casa e coi device che usiamo più spesso);
  • Ridurre i consumi per la produzione delle cose quotidiane (pensiamo alle batterie o alla coltura idroponica).
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Italia e rinnovabili: il quadro d’insieme tra top e flop

Ma a che punto si trova l’Italia con la transizione energetica? I dati sono ambivalenti, da una parte incoraggianti, dall’altra molto meno.

Nel complesso le aziende italiane attive nel business delle tecnologie per le energie rinnovabili e le smart energy sono 790, di cui quasi 400 specializzate, per un valore di circa 12,4 miliardi di euro di produzione e oltre 37.000 addetti impiegati. La produzione di tecnologie di base è limitata, mentre andiamo meglio negli ambiti delle tecnologie inerenti alle infrastrutture di rete e alle componenti. Qui addirittura arriviamo a esportare i nostri prodotti nel mondo.

Nello specifico, invece:

  • Andiamo molto bene per quanto riguarda l’energia prodotta dal fotovoltaico, (una potenza totale di circa 22,6 GW e una produzione di poco superiore a 25 TWh) quella che serve per la ricarica dei veicoli elettrici e la digitalizzazione degli uffici.
  • Siamo invece deficitari, come già detto, nelle tecnologie di base. Queste includono pannelli fotovoltaici, impianti eolici completi e le tecnologie di accumulo. Anche qui però ci sono dati che fanno ben sperare, con un boom dei pannelli fotovoltaici nel 2022.

Il futuro, nel complesso, fa ben sperare. Si parla di ricadute dai 10,5 miliardi di euro ai 40,1 miliardi di euro. Noi continueremo a tenervi aggiornati con tutte le novità del caso.

Italia e rinnovabili: ma cosa ci chiede l’Europa?

Entro il 2030 nell’Unione Europea le energie rinnovabili dovranno coprire il 32% dei consumi energetici. Non solo elettricità, quindi, ma anche gas e tutto il resto.

A che punto è l’Italia per rispettare i traguardi dell’Europa? Ad aiutarci interviene l’indagine periodica di Terna, una delle più importanti aziende italiane per quanto riguarda il collegamento e il trasporto di energia nelle diverse parti del paese. Ecco ciò che dice Terna (dati riferiti al primo semestre del 2023):

  • Continuiamo a crescere sul fotovoltaico e sull’idroelettrico, che sono tra l’altro le fonti rinnovabili più antiche del paese;
  • Le fonti pulite hanno coperto il 35% della domanda di energia in Italia dall’inizio dell’anno;
  • La produzione di energia da fonti rinnovabili è cresciuta del +4,3% (rispetto al primo semestre 2022);
  • Ancora troppo bassa la percentuale legata al geotermico (fonte che in Italia ha un potenziale altissimo) e in calo l’uso dell’eolico, nonostante i tanti impianti costruiti.

Italia al 100% con le rinnovabili? Si può fare: ecco lo studio che lo dimostra

Salerno pannelli solariL’Italia potrebbe funzionare utilizzando solo energie rinnovabili entro il 2035! Questo risultato emerge da uno studio commissionato da Greenpeace, Legambiente e WWF e realizzato dal think tank ECCO (centro studi italiano, indipendente e senza fini di lucro dedicato alla transizione energetica e al cambiamento climatico) e Artelys (azienda indipendente specializzata in ottimizzazione, supporto decisionale e modellazione).

Per riuscirci bisogna aumentare di circa 8 volte la capacità di rinnovabili installata ogni anno e ridurre anche attraverso le leggi l’importazione e l’uso di combustibili fossili, per accelerare su una strada già intrapresa.

Potete leggere lo studio in italiano qui.