John Lennon: 40 anni dalla morte dell’icona dei “The Beatles”

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John Lennon
Ph dalla Pagina Facebook ufficiale John Lennon

Ricorre oggi l’anniversario della morte di John Lennon, punta di diamante del gruppo inglese “The Beatles” e autore di “Imagine”, uno dei brani che hanno avuto più successo in assoluto a livello planetario. Sono trascorsi 40 anni da quando fu assassinato da Mark David Chapman, un fan ossessionato di venticinque anni. Lennon fu ucciso con quattro colpi di pistola alle spalle, sparati da una distanza di circa tre metri, davanti al Dakota Building a Manhattan, lunedì 8 dicembre 1980 alle ore 22:50. Il suo assassinio è rimasto nella storia, contribuendo a consacrare la figura del cantautore tra le icone delle celebrità mondiali.

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John Lennon: l’omicidio

John LennonLa sera dell’8 dicembre del 1980, Lennon era di ritorno da una seduta di registrazione al Record Plant Studio insieme alla moglie Yōko Ono. Ad attenderlo fuori al Dakota Building, sua residenza a New York City, c’era però un fan squilibrato con una calibro 38 tra le mani. Mark David Chapman sparò al musicista britannico ben quattro colpi di pistola, procurandogli ferite mortali. Lennon, infatti, venne dichiarato morto poco dopo l’arrivo al Roosevelt Hospital. Il suo corpo fu cremato due giorni dopo il decesso. E le sue ceneri furono consegnate alla moglie, che decise che non fosse celebrato alcun funerale.

Lennon è stata la prima rockstar a morire così tragicamente. Anche se molti altri artisti sono morti in modo prematuro o drammatico (si pensi a Jim Morrison, Elvis Presley o Freddie Mercury), Lennon detiene il triste primato di artista morto per omicidio con un’arma fuoco.

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Mark David Chapman: chi è l’assassino di Lennon

John LennonPrima di diventare l’assassino di John Lennon, Chapman era un venticinquenne statunitense che faceva la guardia giurata a Honolulu (Hawaii). Aveva però una storia piuttosto travagliata. Era stato tossicodipendente e era stato ricoverato in una struttura ospedaliera per malati di mente. Era un fan ossessionato dei “The Beatles” e in particolar modo di John Lennon. Si racconta che arrivò al punto di sposare una donna americana di origine giapponese per emulare Lennon con Yōko Ono. Ad un certo punto, però, Chapman sentì che Lennon aveva tradito gli ideali in cui credeva e decise di punirlo.

Chapman ammise subito la responsabilità dell’omicidio del grande musicista. Fu condannato a una pena compresa fra 20 anni e l’ergastolo. Non è mai uscito dal carcere.

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