Judo: Antonio Esposito e la sua scalata verso il successo

Antonio Esposito è il ventiquattrenne napoletano che ha conquistato il mondo del judo. Una passione nata fin da piccolo e un sogno nel cuore: le Olimpiadi!

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Antonio Esposito, nato a Napoli, classe ’94, membro della Nazionale Italiana di judo del gruppo delle Fiamme Azzurre, è stato il primo italiano ad aver conquistato l’oro, al Campionato Mondiale Juniores nel 2013 in Slovenia. Ha vinto le competizioni internazionali più importanti: Oro al Campionato Europeo U23 nel 2014 in Polonia, Bronzo all’European Cup Juniores Paks nello stesso anno in Ungheria, Argento al Campionato Europeo U23 nel 2015 in Slovenia, stessa medaglia al Campionato Europeo U23 2016 in Israele. L’ultima ad aprile 2018, quando ha conquistato il Bronzo al Campionato d’Europa a Tel Aviv. Ha sfiorato le qualificazioni alle scorse Olimpiadi di Rio de Janeiro: un infortunio ha interrotto, ma solo per poco, il suo percorso vincente. Oggi ci racconta in “Altrimenti“della sua vita da sportivo professionista e di come sia riuscito a diventare un campione e un punto di riferimento nel mondo del judo.

Judo: una strada verso il successo

Ciao Antonio. Ti sei approcciato al judo fin dall’età di 4 anni, e il tuo percorso è stato pieno di successi. Quando hai capito che era la strada giusta da seguire?

“Un saluto a tutti i lettori di Informa Press. La passione per il judo la eredito da mio padre, judoka a sua volta e mio primo sostenitore. Da piccolo andavo con lui a vedere le gare dei bambini più grandi e ho capito subito che volevo essere un atleta professionista. La svolta è arrivata però da adolescente. Avevo circa 15 anni e ho cominciato a vincere i primi campionati d’Italia. Il percorso è stato duro, non sempre le gare non si concludevano nel migliore dei modi nonostante l’impegno e questo un po’ mi frenava. Grazie però all’appoggio dei miei genitori e al loro amorevole sostegno sono riuscito a superare il blocco; da lì in poi le vittorie non si sono fatte attendere. Ho potuto realizzare così l’altro sogno che avevo da bambino: entrare nel gruppo sportivo delle Fiamme Azzurre come poliziotto penitenziario.

Cosa significa essere un professionista sportivo, soprattutto in uno sport che comporta tanti sacrifici come il judo?

Noi judoka siamo penalizzati dal fatto che il nostro sport è meno seguito (anche sul piano medico e sanitario), meno pagato e sponsorizzato rispetto ad altri. Facciamo quindi un lavoro doppio per arrivare a certi livelli. Ci vuole tanta testa e volontà. Infatti, essendo uno sport di categoria, bisogna avere un determinato peso e questo comporta anche tanti sacrifici a livello alimentare. Tutto ciò è ripagato però con altrettante soddisfazioni. È questo che mi dà la grinta giusta per andare avanti e fare sempre meglio.”

Hai vinto numerosi titoli a livello nazionale e internazionale. Quale dei tanti è stato il più sentito?

“Vincere una gara e portare una medaglia a casa è sempre emozionante. Ma quella che mi porto nel cuore, anche perché inaspettata, è sicuramente la vittoria al Campionato del Mondo Juniores, nel 2013, la mia prima competizione internazionale. Quel titolo è stato particolarmente importante perché mi ha permesso di entrare a far parte della Nazionale Maggiore, diventando un membro del gruppo sportivo delle Fiamme Azzurre. Ha rappresentato per me l’inizio di un percorso. Da quel momento ho capito che avrei potuto gareggiare in competizioni ancora più importanti, come le Olimpiadi, anche se a quelle 2016 non ci sono arrivato a causa di un infortunio. Dopo quella vittoria ce ne sono state tante altre, ma di quel giorno ricordo ogni particolare. Lo porto nel cuore e nella mente.”

Parlando di Olimpiadi, quali sono le tue aspettative per Tokyo 2020?

“Partecipare a un’Olimpiade è il sogno di ogni atleta e ovviamente anche il mio. Ma ci sono anche altre competizioni, Mondiali ed Europei, meno mediatiche, ma sempre gare di livello. Nello scorso quadriennio queste gare rappresentavano per me un mezzo per arrivare alle Olimpiadi. Questa volta invece mi godrò ogni competizione attimo per attimo. Il mio obiettivo comunque è quello di partecipare alle Olimpiadi di Tokyo e vincere; ora però  mi aspetta il Campionato Mondiale che si terrà il 25 settembre a Baku, in Azerbaijan. Incrociamo le dita!”

Tu sei uno di quei giovani che seguendo le proprie passioni ce l’ha fatta. Quale consiglio daresti a un giovane che vuole farcela nella vita e raggiungere il proprio obiettivo?

“Grazie mille innanzitutto. Io credo che nella vita qualsiasi sogno va inseguito con tutte le proprie forze e con non pochi sacrifici. Porsi degli obiettivi e trovare ogni mezzo dentro di sé per raggiungerli è fondamentale. Bisogna volere sempre più da sè stessi, porsi dei traguardi e, una volta raggiunti, darsi nuovi obiettivi. Accontentarsi delle circostanze non ha reso mai nessuno felice e appagato. Quindi ai giovani direi di trovare qualcosa per cui lottare e farlo con le unghie e con i denti. Passo dopo passo, può essere realizzato ogni progetto.”

Grazie Antonio, tutta la redazione di Informa Press ti fa un grosso in bocca al lupo!

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