Durante l’intervista al Busan International Film Festival 2025, Juliette Binoche ha espresso la sua gioia e il suo onore nell’essere accolta in Corea. Noi di KoreaMe by Informa Press eravamo lì e vi raccontiamo le sue emozioni! L’attrice francese, premio Oscar e icona del cinema mondiale, ha sottolineato come il festival rappresenti un punto d’incontro unico tra culture e spettatori, definendolo un’esperienza “ricca di emozione e privilegio”. Nonostante il jet lag, Binoche ha raccontato con entusiasmo la bellezza del confronto diretto con il pubblico coreano: «Sono molto onorata di essere qui, mi sento privilegiata di poter incontrare un pubblico così sensibile e curioso», ha dichiarato.
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Juliette Binoche: Dal set alla regia, la sfida del documentario

Per la prima volta, Juliette Binoche ha raccontato la sua esperienza da regista, realizzando un documentario nato da oltre 170 ore di riprese durante le prove di uno spettacolo di danza. Interrogata sul processo creativo, ha spiegato: «Non avevo una sceneggiatura, nemmeno per un documentario. Ho dovuto costruire la storia dai ricordi e dalle sensazioni, cercando un equilibrio tra momenti leggeri e tensioni».
Il suo obiettivo era chiaro: permettere allo spettatore di sentirsi parte integrante della creazione artistica, senza spiegazioni didascaliche. Come lei stessa ha aggiunto: «Non volevo spiegare ciò che accadeva, ma far sì che il pubblico lo vivesse con noi».
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Juliette Binoche: Intuizione, danza ed emozione, il cuore del suo cinema

Uno dei momenti più intensi dell’intervista è stato quando Binoche ha descritto la sua collaborazione con il coreografo Akram Khan. Dopo due giorni di prove in studio, racconta: «All’inizio ripetevo i suoi movimenti, ma presto ho sentito il bisogno di creare i miei. Volevo che fosse un vero dialogo attraverso il corpo».
L’esperienza ha trasformato il progetto in un viaggio artistico profondo, dove recitazione e danza si fondono. «Ogni forma d’arte nasce da una sensazione interiore. Non conta la tecnica, ma l’autenticità. Questo era il cuore del film», ha concluso l’attrice-regista, ribadendo il valore dell’intuizione e dell’onestà emotiva nel suo percorso artistico.































