I KamAak: il nuovo volto napoletano della scena elettro-pop

Il duo, composto da Stella Manfredi e Luigi Castiello, vola sempre più in alto, tra social, progetti e obiettivi futuri

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Lei al violino, lui alla chitarra. Sono partiti così Stella Manfredi (violino) e Luigi Castiello (basso&elettronica), alias i KamAak, entrambi dal conservatorio di Napoli di San Pietro a Majella, e da lì hanno iniziato a navigare nelle acque della musica sperimentale. Proprio in tema con il viaggio, a breve uscirà il loro singolo “Sea Watch Us”, che è un compromesso tra una narrazione storica della città, il suo legame con il mare, e la chiave di volta che lega molte delle comunità musicali contemporanee: la lotta al razzismo.

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Musica strumentale, i KamAak e il rapporto con la natura

 “Come riusciamo a trovare le energie fisiche e mentali per dare sempre il massimo? In vari modi” parla la Manfredi “oltre alla nascita del prossimo album, abbiamo molti progetti in corso. Per combattere lo stress ci affidiamo alla natura. In Molise ad esempio è importante per noi ritrovarci ogni tanto, favorendo l’ispirazione per i nostri brani futuri. Il contatto con l’ambiente è utile non solo per questo, ma anche perché siamo anche riusciti a trovare un filo conduttore che lo unisca alla musica: i rumori di un ruscello, del vento o delle piante. Anche questa è arte”.

Arte a contatto con la natura che è diventata, nel tempo, anche un modo per affinare le tecniche musicali soprattutto con l’utilizzo del violino, fedele accompagnatore di tutti i tour dei KamaAk. “Un episodio da ricordare? Il suono del violino all’interno dei resti dell’anfiteatro del sito archeologico di Sepino. Ci ha trasmesso un’emozione unica, riunire il passato e il presente attraverso l’utilizzo dei suoni”

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Luigi Castiello: il nostro genere è duttile, e i social possono aiutarlo

KamAakIl genere strumentale, soprattutto elettro-pop, è abbastanza inesplorato in Italia, ma può crescere notevolmente. C’è qualcosa di fluido, inoltre, che lo rende particolarmente duttile. “Infatti, potrebbe esserci una fusion tra la musica Corporate (presente in video aziendali dedicati a una platea selezionata di clienti ndr) e la musica da club. Principalmente perché pensiamo che la nostra sia una musica che può incontrare anche un video. Può essere utilizzata in tanti contesti diversi e questo è un grande punto di forza, stiamo provando a creare questo nuovo tipo di cose. Oggi le mode funzionano così”. E, a proposito di mode, “stiamo vivendo un periodo musicale in cui i generi sono soggetti a cambiamenti repentini per via dei social network. Molto dipende da loro. È per questo che puntiamo a ottenere sempre maggiore visibilità su queste piattaforme”.

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Essere rimasti: una scelta di cuore. Si può fare arte a Napoli?

kamaakUn’ultima analisi, invece, sulla città di Napoli, che il duo KamAak porta orgogliosamente in giro per i propri tour in Italia e in Europa: “Rimanere a Napoli è un sogno. Il nostro sogno. È difficile da realizzare ma noi ci impegniamo perché avvenga. Napoli è arte, storia, cultura, ma anche cose meno belle. Per la musica strumentale è veramente difficile, ma qualcosa siamo certi che cambierà”.

Per tutti gli eventi e i tour del duo KamAak, è possibile visitare la loro pagina Facebook e Instagram.

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