Knorr, il dado è tratto: Unilever conferma il trasferimento in Portogallo

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Il dado da brodo Knorr non sarà più prodotto a Sanguinetto (VR) ma si trasferisce in Portogallo. A Confermarlo è la stessa Unilever, multinazionale anglo-olandese, proprietaria del noto marchio. Oltre 70 dipendenti diranno addio al loro posto di lavoro. Dopo la Whirlpool, anche la Knorr sembra intenzionata a lasciare l’Italia.

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Knorr, tutti contro la decisione della Unilever

knorrLa Knorr trasloca per far fronte alle nuove esigenze di mercato e alla diminuzione del 10% del fatturato negli ultimi due anni. Non poche le conseguenze, tra le quali il licenziamento di oltre 70 dipendenti.

A essere trasferita sarebbe solo la produzione del dado “classico” Knorr, che resta comunque il prodotto di punta dello stabilimento di Sanguinetto. Gli altri sono i risotti e le confetture. Sindacati e comitati temono che si sia creato un “precedente”. A ipotizzarlo anche la Coldiretti (Confederazione Nazionale Coltivatori Diretti). “Prima o poi una multinazionale straniera che compra una azienda in Italia trova il modo di delocalizzare all’estero”. Queste le parole del responsabile economico Lorenzo Bazzano.

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Unilever Italia vs sindacati, tra dati e dadi

knorrSecondo i vertici della Unilever, il trasferimento in Portogallo è uno step che garantirà la sostenibilità futura anche del polo veronese. Già pronte alla protesta Cgil, Cisl e Uil, secondo le quali la mancanza di investimenti negli ultimi anni ha portato i prodotti dell’azienda a non aggiornarsi ai cambi di gusto dei clienti.

La Coldiretti spiega quanto i consumatori sono orientati sì ad acquistare “cibi pronti” ma, al contempo, a basso contenuto calorico e senza additivi o conservanti.
Si aggiunge poi la crescita dei clienti che preferiscono una dieta vegana o vegetariana.

Negli ultimi giorni sono comunque partite le trattative tra l’azienda, il governo e i sindacati. Un primo risultato è stato raggiunto: il licenziamento dei dipendenti è stato sospeso. Il prossimo incontro sarà il 2 luglio al Mise.

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Non solo Knorr: il caso Whirlpool

rc autoMentre sembra irremovibile la sorte del dado Knorr, a Napoli si alza la voce affinché un’altra azienda resti. Sta facendo molto discutere negli ultimi giorni la scelta dell’azienda statunitense di voler cedere lo stabilimento napoletano, mettendo a rischio le sorti di oltre 400 dipendenti.

“Se vieni in Italia e prendi i soldi dello Stato, non è che poi te ne vai e chiudi gli stabilimenti”. Questa l’affermazione di Luigi Di Maio che pretende dalla Whirlpool il rispetto degli accordi presi lo scorso ottobre. Così, dopo mesi tra proteste e vertenze, è arrivato a inizio giugno un comunicato ufficiale dell’azienda. Annunciano il desiderio di rimanere in linea con il piano industriale già concordato. La Whirlpool dichiara che non intende procedere alla chiusura del sito di Napoli, ma è impegnata a trovare una soluzione che garantisca la continuità industriale e i massimi livelli occupazionali del sito. Prossimo incontro tra le parti pianificato per il 25 giugno.

Intanto Napoli non smette di mostrare il suo cuore enorme. Gli organizzatori del Pizza Village giovedì 20 giugno hanno regalato una cena solidale a base di pizza a tutti i dipendenti Whirlpool a rischio. Per l’occasione è nata anche la “pizza Whirlpool“.

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