In un cinema Eliseo che per l’occasione si veste del suo abito migliore dimenticando le polemiche degli ultimi anni, Valerio Mastandrea tiene una masterclass che è la degna chiusura di una edizione del Laceno d’Oro capace di lasciare il segno, giusta anticipazione della cifra tonda che arriverà l’anno prossimo, con il cinquantennale dell’evento.
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Laceno d’Oro: grande successo per la 49° edizione

Il Festival Internazionale del Film “Laceno d’oro” è uno degli eventi più storici e importanti dedicati al “cinema del reale” in Italia.
Nato più di mezzo secolo fa da una felice intuizione di Pier Paolo Pasolini e Camillo Marino, si tiene tradizionalmente in Irpinia.
Negli ultimi anni il festival si è stabilito nel capoluogo irpino ed è diventato un appuntamento sempre più importante, conosciuto dai cinefili di mezzo mondo, tanto da essere stato perfino citato da Paolo Sorrentino nella sua intervista a Tintoria.
Ogni edizione è all’altezza della mission originaria del Festival, con un programma che coinvolge alcuni dei autori italiani e internazionali più importanti e premiati, la proiezione dei più opere significative del cinema indipendente e di ricerca, una ricca serie di iniziative collaterali che compongono, edizione dopo edizione, il cartellone davvero speciale.
Punta di diamante di quest’anno è stata la presenza di Valerio Mastandrea, sia per un ricordo di Claudio Caligari, sia poi per parlare anche del suo primo film da regista.
Valerio Mastandrea incanta la platea del Laceno d’Oro.
In una sala del Cinema Eliseo completamente gremita (le prenotazioni sono andate sold out nel giro di poche ore), l’attore romano ha incantato il pubblico per oltre un’ora e mezza parlando della sua storia cinematografica, dei tantissimi personaggi del mondo dello spettacolo che ha conosciuto e chiosando anche con una profezia su quello che sarà il cinema del futuro.
Si parte ovviamente dal ricordo di Claudio Caligari, il regista di Ardea (ma romano d’adozione) che ha regalato al cinema italiano capolavori come Amore Tossico e Non essere cattivo. Il ricordo di Caligari, a cui Mastandrea era legatissimo, è ancora vivo e pulsante e colpisce una generazione che non ha potuto conoscere l’opera del maestro romano.
Da Caligari, la discussione si sposta sul cinema americano, su Marco Bellocchio, su Abel Ferrara, Valeria Golino, Mattia Torre, Paola Cortellesi e molto altro.
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Diverse le frasi di culto che hanno incantato la platea. Tra queste: “Dire che un film è pedagogico è un ossimoro. Un film non deve nascere per insegnare un’emozione, ma quando un film ti scopre, scopre le tue emozioni, ecco che ha fatto quello che doveva fare“.
L’attore romano con grande maestria ha saputo reggere le domande di un pubblico colto e preparato, sapendo alternare i registri durante un’ora e mezza di incontro che è letteralmente volata.
Il cinema Eliseo, croce e delizia degli ultimi decenni della città, si mostra come una fucina di possibilità artistiche e culturali che aspettano solo di essere colte da una città ricca di tesori nascosti.
Sperando che il tutto non sia rimandato soltanto alla prossima edizione del Laceno d’oro…































