Leadership nevrotica, piani strategici compulsivi e business fragile

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Se chi guida un gruppo di lavoro è la causa di un “clima” stressante e nevrotico, con una leadership nevrotica quindi, è esso stesso il male da cui l’azienda dovrebbe guarire. Il leader nevrotico è un esempio perfetto di iatrogenesi (malattia indotta e causata da colui che invece dovrebbe guarirla). Molti dipendenti si lamentano del clima pesante che si respira in un gruppo di lavoro. (Leggi anche: Licenziamento quando il datore di lavoro ha ragione) Capi che interferiscono nei processi creando solo caos e confusione, con complessi di autostima, non ben disposti ad accogliere un’opinione che diverga dalla propria o, molto peggio, che intervengono mettendo in bella mostra la loro esperienza in faccende che palesemente richiedono nuove competenze. Chiari esempi di “patologie” che possono sfociare (straripare rende molto meglio l’idea) in problemi di natura squisitamente sociale – rapporti interpersonali in frantumi – o economica – picco negativo del rendimento dell’impresa -.

La leadership nevrotica e i piani strategici compulsivi: il paradosso del potere secondo Henry Kissinger

Leadership nevrotica

Il leader nevrotico e il potere come “afrodisiaco supremo” (Henry Kissinger). Secondo studi recentemente condotti nell’ambito psicologico e neuroscientifico, il potere causa danni cerebrali. I soggetti in una apicale posizione di potere agiscono come se avessero subito un forte trauma cerebrale: impulsività, meno consapevolezza dei rischi e ridotta capacità di analizzare i fatti considerando i punti di vista di altri attori organizzativi, sono i “protagonisti” della gestione nevrotica. Se la suddetta visione psicologica non fosse bastata, quella della neuroscienza non è da meno: nel 90% dei casi (secondo uno studio condotto dal neuroscienziato Sukhvinder Obhi dell’Università dell’Ontario) quando un soggetto viene organizzativamente posto in una condizione di potere, viene a mancare la connessione empatica con tutti i componenti del team: se due più due fa quattro, un gruppo di lavoro senza il team building è come un’orchestra senza il Direttore.

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La leadership nevrotica e i piani strategici compulsivi: cause e fattori delle nevrosi manageriali

  • Una enorme mole di dati può essere irreversibilmente tossica.

    Chi ricopre un ruolo manageriale in aziende più o meno strutturate corre il rischio di avere a che fare ogni giorno con quantità enormi di dati sottovalutando il fatto che dovrebbero essere ogni volta opportunamente interpretati. È molto controproducente, infatti, prendere decisioni strategiche e gestionali affidandosi solo ed esclusivamente ai dati.Leadership nevrotica

La Medicina insegna che il digiuno permette di evitare i flussi ormonali che derivano dall’ingestione di grosse quantità di cibo: in parole povere, gli ormoni trasmettono informazioni al sistema biologico e se sono troppi, finirà con il confondersi. Lo stesso avviene con il cervello umano: la confusione è normale se ogni giorno viene tempestato di centinaia di dati raccolti in maniera compulsiva.

  • Fragilità dei piani strategici compulsivi: chi dice che la pianificazione strategica esiste davvero? Anzi, sembra quasi che sia l’esatto contrario.

    Quando un manager vuole che la sua squadra vada verso soluzioni a senso unico, sia dal punto di vista operativo che strategico, azzerando il ventaglio delle plausibili opzioni, non fa altro che dar vita a un sistema altamente fragile: reattività all’imprevisto? Pari a zero.

L’importanza delle persone nel team

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È proprio questo il motivo per cui, più che investire sui famosi e tanto famigerati business plan,  sarebbe opportuno che lo si facesse sulle persone, soprattutto su quelle che sono state in grado di cambiare ruolo durante la propria carriera. Come farebbe, altrimenti, un camaleonte a sopravvivere dai predatori? Basta con le trite e ritrite soft skills: le più importanti sono la capacità di percepire in anticipo le variazioni del contesto aziendale, di adattarsi senza creare intoppi relazionali alle circostanze e di creare una condivisione sinergica del lavoro con i colleghi e con la visione del leader.

La leadership nevrotica e i piani strategici compulsivi: si può guarire dalla nevrosi manageriale?

La capacità di un leader di mantenere la calma e la lucidità dipende da un elemento di imprescindibile importanza: la fiducia e la stima da parte dei componenti del gruppo di lavoro. Non a caso il concetto di leadership si basa sulla capacità di generare coesione, fiducia e consenso. Senza non si va da nessuna parte. Quando la nevrosi aumenta e l’empatia si riduce, l’ascolto e il confronto si annullano e la fiducia da parte dei collaboratori collassa inevitabilmente. Premesso che un leader senza gruppo di lavoro e un gruppo di lavoro senza leader servono davvero a poco, iniziate voi tutti Manager a porvi un quesito: siete dei buoni leader? Se aveste l’avvisaglia di un qualche minimo dubbio,  rivedete, prima che i concetti di pianificazione strategica  e della spasmodica ossessione del raggiungimento degli obiettivi, alcuni concetti elementari alla base di una buona gestione e di un’ottima performance di gruppo. Stima, condivisione sincera e fiducia.

Ricordate: da soli, non vincereste mai.

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