Omicidio brutale, carabiniere ucciso a fucilate davanti al figlio di 11 anni!

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Lecce carabiniere ucciso fucilate davanti al figlioletto di 11 anni. Il brutale omicidio di Silvano Nestola, maresciallo dell’Arma dei carabinieri in quiescenza per motivi di salute, è accaduto in provincia di Lecce la sera del 3 maggior ’21. Come si apprende dalle colonne de Il Riformista il movente che si troverebbe dietro il delitto è da ritrovarsi nella relazione sentimentale con una donna che il Nestola stava intrattenendo. Pare, infatti, che i genitori di quest’ultima fossero contrari a questo rapporto.

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Lecce carabiniere ucciso fucilate: l’omicidio

omicidio Ercolano, Lecce carabiniere ucciso fucilateL’omicidio è avvenuto nel comune di Copertino, intorno alle 22 di sera. Secondo la ricostruzione fornita dagli investigatori, Nestola è stato ucciso dopo che è uscito dall’abitazione della sorella. Era mano nella mano con il figlio di 11 anni. Nestola e figlio, con ogni probabilità, stavano tornando alla propria abitazione, visto e considerato che in quel periodo vigeva il coprifuoco (alle 23:00). Nel momento in cui stavano per salire sull’auto, Leonardo – il nome del figlio – racconta che “una persona nera stava accovacciata sotto al muretto sulla destra”. È in quel momento che partono i 4 colpi di fucile che causeranno la morte del carabiniere.

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Lecce carabiniere ucciso fucilate: le indagini

domenico giordano ucciso,, Lecce carabiniere ucciso fucilateSin dall’inizio, i militari del Nucleo Investigativo del Reparto Operativo del Comando Provinciale di Lecce e gli uomini della Sezione Anticrimine, hanno escluso la pista della criminalità organizzata dietro l’omicidio del Nestola. Gli inquirenti si sono concentrati molto sulla vita privata dell’uomo. E sono state proprio le ricerche sulla vita privata che hanno determinato una svolta nelle indagini.  
Silvano Nestola, infatti, era separato dalla moglie ed aveva intrapreso da pochi mesi una relazione con una donna, Elisabetta Aportone. Anche lei separata.

La relazione non è stata accolta positivamente dai genitori della donna, Michele e Rossella. Quest’ultima vedeva nel carabiniere il motivo per il quale la figlia si era separata dal marito; offesa, aveva più volte mostrato la propria contrarietà nei confronti della relazione.

Nel corso delle indagini, sono emersi diversi elementi significativi: è stato individuato un GPS attraverso il quale i genitori della donna erano in grado di monitorare i loro spostamenti. E, come scrive Il Riformista, questo elemento mette in mostra l’ossessione che essi provavano per la figlia.

Numerosi, poi, sono stati i gravi indizi di colpevolezza raccolti dagli investigatori dei carabinieri che hanno portato all’arresto di Michele Aportone. Ulteriori sviluppi sono arrivati dagli esami condotti dal Ris di Roma che hanno accertato la presenza di minuscole particelle di polvere da sparo sugli indumenti dell’assassino; particelle che sono riconducibili a quelle di un fucile da caccia. Gli investigatori stanno ancora cercando il fucile. Aportone è attualmente in attesa di interrogatorio di garanzia previsto nei prossimi giorni.