Lega rifiuta coprifuoco e non approva Dpcm. Draghi: “Precedente grave”

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Lega coprifuoco – il partito di Salvini decide di non votare il nuovo decreto che andrà in vigore da lunedì prossimo. Ciò accade a causa di un importante punto compreso nel DPCM: resterà, infatti, in vigore il coprifuoco dalle 22 alle 5. Il Premier Mario Draghi, in proposito, si dice confuso dal particolare evento.

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Lega coprifuoco, la firma non arriva: il motivo di Salvini

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Matteo Salvini, dal suo profilo Twitter

Lunedì prossimo, il 26 aprile 2021, sarà una data di rilievo poiché darà il via al nuovo DPCM di Mario Draghi. Avrà una durata ben diversa dai suoi precedenti, perché sarà valido fino a sabato 31 luglio. Un accordo tra i partiti politici, che non hanno perso tempo a firmare l’accordo. Ma la stabilità da poco riacquisita dal governo sembra tornare a vacillare. La Lega, infatti, ha dichiarato di non essere d’accordo con parte del decreto, pertanto la firma non è mai arrivata. La motivazione è spiegata da Matteo Salvini, il leader della squadra, tramite un breve video caricato sui social. “La Lega chiede di dare fiducia agli italiani”, ha detto, “perché hanno dimostrato per un anno fiducia e rispetto delle regole. Non potevamo votare un decreto che continua a imporre chiusure, coprifuoco, limitazioni. I dati fortunatamente sono in netto miglioramento. […] Si può, anzi, si deve tornare a vivere e a lavorare, al chiuso e all’aperto. Voteremo il prossimo decreto se insieme al piano vaccinale e alla tutela della salute prevedrà il ritorno alla vita.”

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Lega coprifuoco: il governo ricomincia a vacillare?

Lorenzin gaffe giornata nazionale vittime covidQuesta scelta si è immediatamente rivelata sconvolgente. La notizia, diffusasi in primo luogo al Palazzo Chigi, ha scatenato non poche obiezioni da parte di altri esponenti dei partiti. In particolare Giancarlo Giorgetti, ministro leghista dello Sviluppo Economico, subito dopo aver ricevuto una telefonata dal suo leader ha affermato: “Fatico a comprendere. Le decisioni sul coprifuoco e sui ristoranti le avevamo prese insieme”. Mario Draghi, invece, definisce il tutto come “un precedente grave che fatico a comprendere”. Che sia il primo passo verso una rottura politica?

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