Dopo la morte di Rebellin, è evidente che serve la legge “salva ciclisti”: ecco in cosa consiste

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Legge salva ciclisti

Legge salva ciclisti: l’ennesima tragedia in strada che ha ucciso il ciclista Davide Rebellin potrebbe accelerare la legge salva ciclisti. Si tratta della legge che stabilirà la distanza che un veicolo a deve tenere durante il sorpasso di una bicicletta.

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Legge salva ciclisti: necessaria il prima possibile

Ciclisti morti GrossetoDopo l’ennesima tragedia stradale che ha portato alla morte di un ciclista si inizia a comprendere che serve una legge ad hoc. Infatti, in Italia non esiste una legge sulla distanza minima da tenere durante il sorpasso di un ciclista da parte di un veicolo a motore. Al momento c’è solo la proposta di legge del metro e mezzo per il sorpasso sicuro dei ciclisti. Infatti, il deputato dem Mauro Berruto, responsabile sport della segreteria nazionale del Pd ed ex ct della Nazionale di pallavolo, ha presentato tale proposta. L’obiettivo è quello di tentare di porre rimedio alla strage di ciclisti sulle strade italiane. Bisognerebbe fare in fretta per approvare la legge, dopo vari tentativi infruttuosi negli anni scorsi. L’Italia è il Paese con il più alto tasso di mortalità per chilometro pedalato: muore un ciclista ogni due giorni. Una situazione che impone un intervento normativo.

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Legge salva ciclisti: parla Marco Cavorso

Sulla proposta di legge è intervenuto Marco Cavorso, responsabile sicurezza dell’associazione corridori ciclisti professionisti italiani. Cavorso ha detto: “1,5 metri è un simbolo che dice che il ciclista ha diritto di stare in strada. Ma è anche la misura che fa la differenza tra la vita e la morte in fase di sorpasso tra un utente debole e un mezzo pesante. Non a caso in tanti Paesi questa legge è stata introdotta già da tempo. Bisognerebbe introdurre anche la diminuzione della velocità massima e pene più severe per chi guida distratto dal cellulare. Lo dobbiamo pretendere perché le nostre strade siano sicure per tutti. Lo chiedono le cicliste e i ciclisti professionisti che pedalando svolgono il loro lavoro quotidianamente in una sede tra le più rischiose in assoluto. Lo meritano i bambini e tutti coloro che devono poter usare la bicicletta senza rischiare di non tornare a casa “.

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Legge salva ciclisti: l’incidente di Davide Rebellin

Dal profilo del presidente del consiglio italiano, Giorgia Meloni

Davide Rebellin, il campione di ciclismo cinquantunenne è stato travolto e ucciso da un camion nella giornata di ieri. La tragedia è avvenuta poco prima di mezzogiorno. Rebellin si allenava lungo la Regionale 11, a Montebello Vicentino, in provincia di Vicenza. Il mezzo pesante, nell’uscire dallo svincolo, avrebbe colpito e travolto Rebellin. I Carabinieri stanno setacciando le immagini delle telecamere di sicurezza in zona per poter individuare targa e modello del mezzo. Rebellin era uscito con la sua bici da corsa. Probabilmente stava percorrendo la regionale 11 Vicenza-Verona per rientrare a casa, a Lonigo (Vicenza). Sul posto è intervenuto il Suem 118, ma il medico non ha potuto fare altro che constare il decesso. Il campione vicentino, dopo 30 anni di professionismo, aveva chiuso la propria carriera poco più di un mese fa, con la partecipazione alla Veneto Classic.

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Legge salva ciclisti: parla Vincenzo Nibali

Dalla pagina Facebook del ciclista professionista Vincenzo Nibali

Sulla vicenda è intervenuto anche Vincenzo Nibali: “È stato un vero shock. Era una persona vera, molto tranquillo e un grande professionista. La sicurezza sulle strade è un obiettivo da perseguire a tutti i costi. Anche a me anni fa è capitato di essere ‘stretto’ dal rimorchio di un camion in una curva, durante un allenamento. Mi è andata bene, perché sono stato solo sfiorato ma la sensazione di terrore l’ho ancora ben presente”. La legge sarebbe un passo avanti, anche se poi nella pratica e su certe strade non è facile. Un metodo più sicuro per andare su strade aperte in allenamento è stare affiancati a due a due, perché si è più visibili per chi è al volante.”

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