Leggende di Napoli: la campanella caprese

Storia e leggenda della campanella caprese

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campanella caprese

La campanella caprese è un piccolo ciondolo a forma di campana, un portafortuna della tradizione napoletana (Leggi anche: Curniciello sì o no?). Si usa regalarlo per buon augurio. Al suo tintinnio, secondo la tradizione, i desideri di chi lo indossa si avverano. Considerato un vero e proprio must have, ha fatto innamorare donne del jet-set nazionale e internazionale. Ne esistono diverse versioni. Si spazia dalla più classica e semplice campanella, alla più ricca e finemente decorata, con dettagli e pietre preziose.

La leggenda della campanella caprese

All’origine della campanella gioiello vi è un’antica leggenda legata all’isola di Capri.campanella caprese
Un pastorello orfano di padre possedeva una pecorella e poco altro. Una sera, il ragazzo, fermatosi a raccogliere dei fiori, perse di vista la pecorella. Affranto, si mise alla sua ricerca. Dopo un po’ udì uno scampanellio lontano e iniziò, speranzoso, a seguire quel suono. Mentre correva sul terreno impervio si ritrovò sul ciglio un burrone, abbagliato da una luce. San Michele, sul suo cavallo bianco, apparse al fanciullo. Gli fece dono di una campanella che portava al collo, promettendogli che, se avesse seguito il suo suono, questa l’avrebbe sempre protetto. Il ragazzo fece ritorno a casa, portando a sua madre la campanella avvolta in un quadrifoglio, simbolo di buona sorte.
Da qui, l’usanza di regalare la campanella a una persona speciale, augurandole di veder realizzati i propri desideri, facendola tintinnare.

Sul luogo dell’apparizione, inoltre, fu costruita Villa San Michele, in onore del santo.

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Un simbolo di pace

La campanella caprese è protagonista di un altro curioso aneddoto. Verso la fine della seconda campanella caprese guerra mondiale, i soldati americani sbarcarono sull’isola di Capri. Questi erano soliti acquistare delle campanelle di san Michele da spedire alle loro famiglie lontane.

In occasione del Natale del 1944 e in onore degli alleati, gli abitanti dell’isola decisero di regalare una campana in bronzo al presidente degli Stati Uniti Franklin Delano Roosevelt, come buon augurio per la fine della guerra.
La campana fu fatta suonare per celebrare la fine del conflitto.
Oggi, è custodita al Franklin D. Roosevelt Presidential Library and Museum di New York.

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