Padova, lettera del padre di Giulia al funerale: “La sua morte sia un punto di partenza!”

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Lettera Gino Cecchettin funerale Giulia
Fonte Ansa

Lettera Gino Cecchettin funerale Giulia: il padre di Giulia durante il funerale nella Basilica di Santa Giustina a Padova legge una lettera. In essa si rivolge ai giovani e alle istituzioni. Gino Cecchettin ha chiesto a tutti di imparare dalla morte della figlia.

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Lettera Gino Cecchettin funerale Giulia nella basilica di Santa Giustina a Padova

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In una lettera dedicata alla figlia Giulia e a tutti noi, il padre di Giulia Cecchettin è intervenuto al funerale. La messa è stata celebrata nella Basilica di Santa Giustina a Padova e presieduta dal vescovo mons. Claudio Cipolla. Gino Cecchettin ha detto: “ Abbiamo vissuto un momento di profonda angoscia, ci ha travolto una tempesta terribile. Ci siamo bagnati e infreddoliti, ma ringrazio tutti quelli che si sono stretti attorno a noi. Il vostro sostengo è quello di cui avevamo bisogno in queste settimane terribile. Grazie al vescovo, alle forze dell’ordine e a tutte le istituzioni.  Giulia era come l’avete conosciuta, allegra e felice, una giovane donna, mai sazia di imparare. Dopo la perdita della mamma ha abbracciato la famiglia, lei si è guadagnata anche il titolo di mamma. Era già una combattente, tenace nei momenti di difficoltà e il suo spirito indomito ha ispirato”.

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Lettera Gino Cecchettin funerale Giulia: “Non bisogna girare la faccia”

Nonna Giulia Cecchettin, Filippo incontra genitori, Funerali Giulia CecchettinContinua: “ Il femminicidio è figlio di una cultura sbagliata, come può accadere tutto questo. Come è potuto accadere a lei? Ci sono tante responsabilità, ma quella educativa ci coinvolge tutti. Mi rivolgo prima agli uomini: parliamo agli altri maschi, per primi dobbiamo dimostrare di essere agenti di cambiamento, contro la violenza di genere. Non giriamo la testa di fronte a determinati gesti, anche i più lievi. Insegniamo ai nostri figli ad accettare anche le sconfitte, facciamo in modo che tutti rispettino la sacralità dell’altro.  Viviamo in un’epoca in cui la tecnologia ci priva del contatto dell’altro: è importante la connessione umana autentica, perché questa mancanza può portare a decisione tragiche. I giovani devono imparare a comunicare. La scuola ha un ruolo fondamentale. Bisogna investire in programmi educativi per imparare ad affrontare le difficoltà senza ricorrere alla violenza.”

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Lettera Gino Cecchettin funerale Giulia: “Addio Giulia. Grazie!”

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Aggiunge rivolgendosi alla figlia: ” Il vero amore non è né fisico né romantico. Il vero amore è l’accettazione di tutto ciò che è, è stato, sarà e non sarà. Le persone più felici non sono necessariamente coloro che hanno il meglio di tutto, ma coloro che traggono il meglio da ciò che hanno. La vita non è una questione di come sopravvivere alla tempesta, ma di come danzare nella pioggia. Dobbiamo trasformare la tragedia in una spinta per il cambiamento. La vita di Giulia è stata sottratta in maniera crudele, ma la sua morte può e deve essere il punto di svolta per mettere fine alla terribile piaga della violenza sulle donne”. L’uomo ha letto anche una poesia di Khalil Gibran per “dare una reale rappresentazione di come bisognerebbe imparare a vivere”.

Conclude: “Io ti amo tanto, e anche Elena e Davide di adorano, Io non so pregare, ma so sperare. Voglio sperare insieme a te e alla mamma, e a tutti voi qui presenti, che tutta questa pioggia di dolore fecondi il terreno delle nostre vite. Un giorno possa germogliare, e produca il suo frutto di amore, di perdono, e di pace. Addio Giulia, amore mio. Grazie per questi 22 anni.”

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