Liceo Matilde Serao, studenti premiati con una importante pubblicazione

dall’Istituto per la Storia del Risorgimento italiano

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POMIGLIANO D’ARCO – Nella sede del Liceo Matilde Serao di Pomigliano, incontriamo la prof.ssa Annunziata Berrino, Presidente del Comitato di Napoli dell’Istituto per la storia del Risorgimento italiano e Cristiano Morucci, esperto e storico del Risorgimento, autore della pubblicazione divulgativa “Scacco Matto al Re di Napoli” (Eretica ed, 2018). L’occasione è la premiazione dei tre migliori elaborati prodotti dagli studenti del V anno. Tema: “Dalla Nazione del Risorgimento ai nazionalismi di oggi”. (Leggi anche: Concorso Start up: convegno all’ITI “E. Barsanti”)

Liceo Matilde Serao, il premio

liceo matilde seraoIl premio, nato nell’ambito di un partenariato tra l’Istituto scolastico pomiglianese e la massima espressione accademica degli studi sul Risorgimento in Italia, è la tappa finale di un percorso di riflessione e confronto che ha visto docenti e studenti impegnati in un convegno – tenutosi a novembre dello scorso anno in sala consiliare – e molte ore di studio e approfondimento. Oltre a un premio tecnologico, agli autori dei primi tre elaborati Lucrezia Rega, Matteo Loffredo e Fiorella Maritato è stato offerto il privilegio di una pubblicazione sulla rivista on line dell’importante Istituzione culturale italiana con un contributo tutto “pomiglianese” al dibattito scientifico sul tema proposto.

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“Risorgimento” al Liceo Matilde Serao: un’intervista alla Prof.ssa Berrino

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Professoressa Berrino, che ne pensa dell’esito di questa iniziativa?

Ritengo che l’esito sia pienamente positivo. Ringrazio il Liceo Matilde Serao per aver proposto questa iniziativa al nostro Comitato. Da parte nostra l’abbiamo accolta e sostenuta con convinzione ed entusiasmo.

Parlare di nazione oggi e ricordare le tappe principali del nostro Risorgimento può sembrare un’operazione da cultori della materia. Sappiamo infatti quanto costa alle nuove generazioni la fatica di un apprendimento che spesso dista dalla realtà in cui viviamo, di una conoscenza di fatti del passato che non viene calata nel vivo delle problematiche ancora aperte e di grande incidenza per il nostro comune futuro. Perché dunque ricordare il Risorgimento?

Effettivamente per molti anni il Risorgimento è rimasto relegato nei capitoli di storia. Lo ricordiamo con i profili e i caratteri dei grandi personaggi: Cavour, Mazzini, Garibaldi. La storiografia però intanto lavorava. Tanti studiosi sono ritornati sulle fonti d’archivio, sulle memorie… Tante semplificazioni sono state superate e tanti eventi sono apparsi in tutta la loro complessità. Questo accadeva negli anni ’80.

Da allora, fino a oggi, il Risorgimento è ritornato a essere un tema centrale della storiografia e non solo italiana.

Devo ammettere che probabilmente gli esiti di queste ricerche non sempre sono stati divulgati e quindi non hanno raggiunto il grande pubblico. Questo ha lasciato spazio a un Risorgimento contestato con argomenti tratti da una storiografia ampiamente superata.

Se il concetto e la storia della nostra nazione ci aiutano a “riscoprire” la nostra identità, quali considerazioni possiamo fare invece al cospetto dell’avanzare delle svariate identità “fabbricate” dei nostri giorni, evidenti nei nuovi nazionalismi?

Il tema che abbiamo assegnato ai giovani è stato proprio il rapporto tra nazione e nazionalismo. Volevamo che i giovani avessero un’occasione per approfondire il significato di questi termini che riempiono la nostra attualità. Devo dire che il lavoro svolto da docenti e studenti è pienamente riuscito. Infatti ognuno dei 21 compiti ha definito in maniera corretta i due concetti. Ma bisogna ancora insistere a collocare la formazione delle nazioni nel processo storico. Inoltre bisogna soprattutto chiarire come questo concetto viene usato nelle dinamiche complesse della globalizzazione. Frontiere, chiusura, paura dell’altro sono soluzioni anacronistiche ed effimere rispetto ai grandi processi di integrazione e migrazione in atto. È bene che i giovani ne abbiano consapevolezza.

Identità Riscoperte, Identità “Fabbricate”

Ad accrescere l’interesse degli studenti sui temi della nazione e del Risorgimento contribuisce l’indubbia curiosità per il particolare “giallo storico” scritto da Cristiano Morucci.

Da dove nasce il tuo libro e che cos’è lo “Scacco matto al re di Napoli”?

liceo matilde seraoQuesto libro nasce dalla esigenza di dare il mio contributo per promuovere il corretto uso pubblico della storia, troppo spesso “violentata” per ragioni di parte. La guerra del 1860 è, a tutt’oggi, oggetto delle più svariate interpretazioni. Si vuole strumentalizzare il passato per fini politici. Il lettore troverà nelle pagine del libro fatti e personaggi che non albergano nei libri di storia e scoprirà le fantasie alla base delle teorie revisionistiche, i cui capisaldi crollano inesorabilmente sotto i colpi delle fonti e della logica.

C’è poi un’altra questione che ritengo di stretta attualità: come raccontare la storia oggi. Come rendere cioè la storia più “viva”, più accattivante e interessante soprattutto per i giovani. Una storia che sia distante il più possibile da una fredda sequenza di date e accadimenti. A questo proposito ho pensato di far parlare nel libro gli stessi protagonisti di quelle vicende che, attraverso autobiografie, libri di memorie, ricordi e carteggi, hanno lasciato la loro testimonianza alle generazioni future. Insomma, rileggere la storia attraverso la passione, i sentimenti e il pensiero degli uomini che l’hanno scritta di proprio pugno. Ho cercato inoltre di ricostruire una sorta di giallo-storico. In un certo senso è una partita a scacchi giocata dai protagonisti che, tra interessi diversi e strategie spesso contrapposte, si è conclusa con la caduta dei Borboni di Napoli.

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