Liguria, scoperta la più antica sepoltura di una neonata in Europa

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Scoperta sepoltura neonata più antica d’Europa. Recentemente, un team di studiosi italiani e stranieri ha portato alla luce e analizzato i resti di una bambina molto piccola, sepolta circa 10.000 anni fa. Il ritrovamento è avvenuto in Liguria, in una grotta nel Savonese. 

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Scoperta sepoltura neonata antichissima: il ritrovamento del corpo e del corredo

Scoperta sepoltura neonataI ricercatori che hanno scoperto i resti e il corredo funebre della neonata, l’hanno soprannominata Neve. La piccola, secondo gli studiosi, aveva tra i 40 e i 50 giorni. Visse nell’entroterra ligure circa 12.000 anni fa. Accanto al suo scheletro, è stato rinvenuto il suo corredo. Si tratta di 60 perline in conchiglie forate, alcuni ciondoli e un artiglio di gufo reale

Sono stati condotti studi sul genoma e sulla proteina presente nelle gemme dentarie del corpicino. Tali ricerche hanno svelato che si tratta di un neonato di sesso femminile. Inoltre, sembra che la piccola appartenesse a un lignaggio di donne europee noto come aplogruppo U5b2b.

Un’ulteriore indagine sul carbonio e l’azoto ha rivelato che la madre della bambina seguiva una dieta a base di specie animali terrestri (non marine). Durante la gravidanza, poi, la donna deve aver subito stress fisiologici, che hanno determinato l’interruzione della crescita dei denti del feto.

L’usura degli oggetti ritrovati, dimostra che si tratta di monili tramandati tra appartenenti allo stesso nucleo. Dunque, sono passati di mano in mano prima di appartenere a Neve ed essere seppelliti con lei.

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Scoperta sepoltura neonata: capire il passato

Neve è vissuta durante la prima fase del Mesolitico. Si tratta di un’era di cui si hanno, oggi, poche testimonianze. Pertanto, si tratta di una scoperta molto importante. Aiuta a capire quali fossero le abitudini di raccoglitori e cacciatori dell’epoca nei confronti della sepoltura dei morti.

Capire come i nostri antenati trattassero i loro morti ha un enorme significato culturale e ci consente di indagare sia i loro aspetti comportamentali che quelli ideologici“. queste le parole del professor Stefano Benazzi, dell’Università di Bologna. Quest’ultimo coordina il team di ricercatori assieme a Fabio Negrino (Università di Genova) e Marco Peresani (Università di Ferrara). Della squadra fanno parte anche studiosi dell’Università di Montreal (Canada), della University of Colorado Denver, della Washington University, dell’Institute of Human Origins dell’Arizona State University (USA) e dell’Università di Tubinga (Germania). 

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