Lino Romano: la vittima innocente della camorra nel ricordo dei familiari a Cardito

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CARDITO – Il 15 ottobre 2019 si è svolta la giornata in memoria di Lino Romano, vittima innocente della camorra. Il giovane fu ucciso nel 2012 per uno scambio di persona nel quartiere Marianella (NA). Presso la Sala Consiliare di Palazzo Mastrilli si sono riunite istituzioni, scuole e associazioni. Presenti all’evento, ne abbiamo parlato con Lucia Romano, sorella di Lino.

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Memorial a Lino Romano

Lino RomanoAlle ore 10:00 la Sala Consiliare di Palazzo Mastrilli inizia a riempirsi. Un applauso iniziale apre la giornata di riflessione. Prende la parola, come moderatore, il giornalista dott. Franco Buononato. Oltre ai genitori di Lino e Lucia Romano, hanno preso parte all’evento:

  • Giuseppe Cirillo, Sindaco di Cardito;
  • Luigi De Magistris, Sindaco di Napoli;
  • Anna Orbona, Assessore alla Cultura di Cardito;
  • Alessandra Clemente, Assessore alle Politiche Giovanili di Napoli;
  • Daniela Costanzo, preside del Liceo artistico “Sereni“;
  • Antonio D’amore, Maria Saccardo e Paolo D’Aponte come delegazione territoriale e provinciale di Libera.

Nel Comune di Cardito c’è tutta l’intenzione di rivalorizzare il territorio: lo dimostrano il nuovo teatro e le aree comunali. Come segno di tale impegno e della vicinanza ai familiari Romano, il Sindaco Cirillo dona una targa alla memoria. “La vita è fuori di casa – dichiara De Magistris – la piazza è un rischio ma è importante per la crescita. Il nostro compito è di offrire alternative di cultura come miglior arma di riscatto“.

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15 ottobre 2012, il ricordo di Lucia Romano

Lino Romano
Pasquale Romano

Il 15 ottobre 2012 Pasquale Romano, per gli amici Lino, era a casa della fidanzata Rosanna a Marianella, quartiere di Napoli nord. Verso le 21:30 saluta la fidanzata per andare a giocare a calcetto con gli amici. Purtroppo, mentre si appresta a entrare in auto, per uno scambio di persona, viene colpito da 14 proiettili. “Una bestia – dice Lucia – che pur vedendo che non era lui l’obiettivo, ha continuato a sparare!

Quella sera è per Lucia Romano un ricordo indelebile. Mentre era a casa, con figli e zia, ricevette la telefonata dal padre Giuseppe. “Ricordo le parole di mia madre che guardandomi mi disse: ora come farò senza Lino? Quella stessa sera promisi a mio fratello che avrei fatto di tutto per ricordarlo e ottenere giustizia“.

Iniziò così il calvario delle udienze, alle quali Lucia presenziava anche da sola. A spingerla il desiderio che “loro”, incrociando i suoi occhi, ricordassero Lino Romano e comprendessero che non avrebbero avuto vita facile. “Ricordo la giornata della sentenza del rito abbreviato. Aspettavo che uscissero dall’aula ma, nonostante il giudice li chiamasse da più di mezz’ora, loro non hanno avuto il coraggio di incontrarci. Questo mi ha dato la dimostrazione che queste persone, fuori dal loro contesto e senza un’arma, non sono niente e non sono nessuno.

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Lino Romano, 7 anni di memoria e impegno

Lino Romano
Lucia Romano

Per la famiglia è ancora difficile convivere con l’assenza di Lino. Il sorriso e la gentilezza che lo contraddistinguevano sono state la forza, per Lucia, di portare la sua testimonianza nelle scuole: “è più importante raggiungere un obiettivo per merito e con sacrificio anziché ottenerlo con arroganza, prevalendo sul prossimo o, addirittura, arrivando a stroncare la vita di qualcuno”.

In questi sette anni, a Lino Romano, sono stati intitolati: aiuole, aule e parchi. Prossimamente, presso il Parco Taglia di Cardito, verrà posto un monumento dal titolo “Il bene e il male” realizzato dagli studenti del Liceo artistico “Sereni”.

“Voglio continuare a raccontare la storia di Lino – dice la sorella – con la speranza che possa aiutare il recupero di giovani a rischio.

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