Lollobrigida ferma Frecciarossa alla stazione di Roma Ciampino. Il treno era in ritardo ma la fermata effettuata non sarebbe stata in programma. Scoppia il caos tra le opposizioni che attaccano duramente la maggioranza. In silenzio Matteo Salvini.
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Lollobrigida ferma Frecciarossa: il treno era in ritardo e il Ministro ricorre alla fermata “ad personam”

Lollobrigida ferma Frecciarossa in corsa. Il treno viaggiava in direzione Napoli con due ore di ritardo. Il ministro Avrebbe costretto il convoglio ad uno stop non previsto sulla tabella di marcia. Lollobrigida era atteso per l’inaugurazione di un parco a Caivano. Secondo le ricostruzioni l’esponente di FdI sarebbe salito a bordo del treno a Roma Termini per poi scendere alla stazione Napoli Afragola. Dopo esser salito a bordo però è arrivata la comunicazione del ritardo. A quel punto il Ministro avrebbe optato per un cambio di programma. Il treno infatti ha effettuato una fermata non prevista a Roma Ciampino per permettere a Lollobrigida di poter scendere. Difficile pensare che tale soluzione sarebbe stata concessa ad un passeggero ordinario. Ricordiamo che si tratta di una palese violazione del protocollo di sicurezza di Trenitalia. Sceso alla fermata “ad personam” il ministro avrebbe poi proseguito il viaggio verso Caivano in auto.
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Le opposizioni all’attacco e il silenzio “stoico” del Ministro dei trasporti Matteo Salvini
Sulla vicenda si registra l’incredibile silenzio del Ministro dei Trasporti, nonché vice premier, Matteo Salvini. Dalle opposizioni invece si solleva la contestazione. I deputati del Partito Democratico hanno parlato di “arroganza al potere” attraverso i loro profili social. Sempre sui social Renzi ha fatto sapere di esser pronto a chiedere le dimissioni di Lollobrigida. “Siamo in presenza di un abuso di potere senza precedenti” attacca il leader di Italia Viva e continua: “Se la notizia sarà confermata chiederemo in Aula le dimissioni di Lollobrigida”. Secondo Matteo Renzi i Ministri della Repubblica possono usare i mezzi dello Stato ma non possono permettersi tali ingerenze sul trasporto pubblico




























