Paura del vaccino? Forse perché non conoscete il Long Covid

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Avete paura del vaccino? Ci sta, è vostro diritto e state semplicemente facendo funzionare uno dei primari istinti umani.
Ma siete davvero sicuri di sapere quale sia l’alternativa? Di sapere cosa vuol dire avere, superare e riprendersi del tutto dal coronavirus? Due recentissimi studi fanno un po’ di chiarezza su che cosa significhi aver avuto il Covid e su come il Long Covid possa cambiare la vita a volte davvero per sempre.

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Long Covid: la necessità di studi a lungo termine

napoli focolaio bambiniInnanzitutto diamo una definizione molto semplice. Parliamo di Long Covid quando vediamo l’insieme di sintomi che restano o che nascono dopo essere guariti dal Covid. Inutile dire che gli studi, essendo la guarigione ancor più recente della malattia, sono ancora in aggiornamento.

Il quadro del Long Covid purtroppo si fa peggiore con l’avanzare del tempo e degli studi e le ultime notizie di questa estate non sono per niente rassicuranti. Ma facciamo un po’ di cronistoria su quello che abbiamo scoperto finora. Tralasceremo volontariamente le conseguenze più evidenti della malattia, come l’isolamento coatto e un deciso peggioramento della salute mentale.

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Long Covid: cosa sapevamo finora

Covid vaccino stressIl primo studio importante sulle conseguenze del Long Covid risale all’inizio del 2021. È uno studio cinese che ha analizzato 1700 ex pazienti dell’ospedale Jin Yin-tan di Wuhan e ha dato risultati molto preoccupanti. A sei mesi dalla guarigione, infatti, il 76% di coloro che si erano ammalati in modo grave non si sentiva completamente ristabilito.

I sintomi più frequenti erano:

  • Stanchezza;
  • Debolezza e dolori muscolari;
  • Disturbi del sonno;
  • Ansia;
  • Depressione.

A colpire in particolare era una ridotta capacità respiratoria, tanto più grave quanto più i polmoni erano segnati dalle cicatrici della malattia. A questo si aggiunge anche un calo della funzionalità renale.

Long Covid: la nebbia mentale

Bollettino CampaniaOltre ai sintomi fisici, il Long Covid trascina con sé tutta una serie di problemi psicologici a cui gli studiosi hanno dato il nome di “brain fog” (“nebbia mentale”). I guariti dal Covid, infatti, possono presentare sintomi confusionali, disorientamento, stanchezza cognitiva, difficoltà nella memorizzazione soprattutto a breve termine, difficoltà di concentrazione.

A preoccupare in particolare il fatto che la “nebbia mentale” colpisse i giovani e anche settimane dopo la guarigione. Un gruppo di ricercatori di New York ha evidenziato in uno studio pubblicato su Cancer Cell la possibile causa. Si tratta di una forte infiammazione al cervello associata agli alti livelli delle citochine, molecole infiammatorie prodotte dal sistema immunitario.

Long Covid, gli ultimi studi: il rapporto col diabete

samuele cannas,A oltre un anno dalla prima ondata riconosciuta del Covid, due studi provano a fare il punto sulle conseguenze a lungo termine del virus. E c’è davvero di che preoccuparsi.

Il primo è un lavoro pubblicato sulla rivista scientifica Plos One e condotto da Milo Puhan, professore di epidemiologia e salute pubblica all’Università di Zurigo.

Il secondo è uno studio a cura di un gruppo di ricercatori, capitanato dal dr. Adam Hampshire, apparso sulla rivista EClinicalMedicine pubblicata da The Lancet.

Partiamo dallo studio di Puhan che, come vedremo, ha a che fare anche con l’Italia. Le sue conclusioni sono tanto semplici quanto drastiche: 1 malato di Covid su 4 ne porta ancora i segni dopo oltre 6 mesi, sotto forma di diversi sintomi. A essere colpite sono soprattutto le donne e i sintomi variano dall’affaticamento continuo alla depressione.

Inoltre nei guariti da Covid si mostrano alterazioni nella glicemia e nel metabolismo; questo può portare allo sviluppo del diabete di tipo 1 in soggetti che non solo non lo avevano mai avuto ma non ne avevano neanche mai mostrato la predisposizione. A chiarirlo è uno studio coordinato dall’ospedale Sacco (tanto per intenderci, quello del prof. Massimo Galli) in collaborazione con i ricercatori del Centro di Ricerca Pediatrica Romeo ed Enrica Invernizzi dell’Università Statale di Milano e della Boston Children’s Hospital, dell’Harvard Medical School e del Brigham and Women’s Hospital.

Gli endocrinologi di tutto il mondo sono al lavoro per studiare meglio la correlazione tra Covid, Long Covid e diabete. Al momento, solo una cosa è sicura: i diabetici e più in generale chi soffre di iperglicemia hanno una maggiore probabilità di contrarre il virus in forma grave.

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Long Covid, gli ultimi studi: oltre 200 sintomi riscontrati

Effetti post CovidLo studio pubblicato da The Lancet invece è il più completo finora fatto sui sintomi da Long Covid. Risultato? Ci sono 203 tipi di sintomi, e possono durare molto più dell’infezione stessa.

Queste le caratteristiche dell’indagine:

  • Ha visto 3762 partecipanti provenienti da 56 paesi diversi;
  • I partecipanti avevano avuto il Covid per oltre un mese e prima di giugno 2020;
  • Le risposte sono state raccolte tra settembre e novembre 2020;
  • Dei 203 sintomi evidenziati, oltre il 25% è stato osservato per più di 7 mesi.

I sintomi sono stati divisi in tre gruppi, in base alla loro intensità e durata.
Affaticamento, malessere dopo sforzo e disfunzione cognitiva continuavano, con diverse ricadute, anche dopo sei mesi dalla guarigione. Tra gli altri sintomi del Long Covid allucinazioni visive, tremori, prurito della pelle, alterazioni del ciclo mestruale, disfunzioni sessuali, palpitazioni cardiache, problemi di controllo della vescica, fuoco di Sant’Antonio, perdita di memoria, visione offuscata, diarrea e acufene.

Questo ha avuto non solo un impatto evidente sul benessere fisico, ma anche in ambito lavorativo. Molti dei contagiati presenti nello studio hanno chiesto infatti una riduzione delle loro ore di lavoro.

Infine, i sintomi da Long Covid non si presentano da soli, ma con sequele eterogenee che coinvolgono diversi organi e apparati. Per questo le indicazioni dei ricercatori sono chiare. Servono:

  • Uno screening nazionale definito;
  • L’ampliamento delle linee guida per il trattamento del Long Covid;
  • Programmi di test diagnosi e cure coordinati a livello nazionale.

Long Covid: ecco le indicazioni per l’Italia

Per ora le indicazioni dell’ISS sul Long Covid sono riassunte in uno studio pubblicato a inizio luglio. Potete leggerlo a questo link. Come vedete le indicazioni sono ad interim, segno che gli studi e gli effetti del Long Covid sono ben lontani dall’essere definiti, in un baratro di cui non si vede affatto la fine.

E ora ditemi: siete sempre convinti di non vaccinarvi?

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