Loro: I 5 motivi per guardare l’ultimo film di Sorrentino

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Loro

È uscito, in due tronconi Loro, il nuovo film diretto da Paolo Sorrentino, che vede nuovamente protagonista Toni Servillo. Continua il sodalizio artistico, già iniziato nel lontano 2001 con L’uomo in piùLe conseguenze dell’amore e i più recenti e pluripremiati Il divo e il premio Oscar come miglior film straniero La grande bellezza.

In “Loro” sarà l’ex premier Silvio Berlusconi il personaggio caratterizzato. Si delineeranno pregi e difetti del Cavaliere, assoluta figura di spicco dell’Italia degli anni ’80 e ‘90, sino ai giorni nostri.

Tanti si chiedono se l’ultimo film di Sorrentino sia da guardare. Tanti azzardano più di una critica, perché “Loro” segue un filone ben preciso, già calcato ottimamente soprattutto con “Il divo” e “La grande bellezza”; ovvero politici o personalità mondane che si destreggiavano tra il bene comune e il fascino del male.

Quindi perché guardare Loro e tuffarsi a capofitto su questa avventura cinematografica? Ecco illustrati i 5 motivi:

  • La regia: e qui, in tanti, non potrebbero far altro che annuire. Di registi così talentuosi in Italia non c’è ne sono, di premi Oscar ancora meno, quindi Sorrentino rappresenta l’eccellenza fra registi e sceneggiatori italiani
  • Attori: se basta il solo e mastodontico Toni Servillo a invogliare lo spettatore a pagare il biglietto, magari sorprese quali Elena Sofia Ricci e Riccardo Scamarcio piacevoli nella loro interpretazione, potranno incoraggiare gli scettici
  • “Lui”: la biografia, ovviamente romanzata, di un simbolo dell’Italia contemporanea, nel culmine della sua ascesa politica fatta di eccessi in tutto (anche, innegabilmente, di donne), di un decadentismo 2.0, con contorno finto in ogni sua particolarità richiamando sentori felliniani può solo far piacere
  • “Loro”: e sì, se lui attira e catalizza la scena, il contorno e i personaggi che si avvicendano sono una particolarità unica, politica e non
  • “Citazionismo”: infine, apprezzati in ogni suo film, dialoghi attenti, dettagliati e curati in ogni suo periodo, con citazionismo cupo di un’Italia, avviata al declino, molto probabilmente per colpa “Loro”

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