Luca Mignola incanta Wojtek con i “Racconti di Juarez del sud”

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Un sabato pomeriggio di grande spessore culturale e narrativo a Pomigliano d’Arco. Protagonista Luca Mignola autore del libro “Racconti di Juarez del sud” presentato presso Wojtek, nella doppia veste di libreria e casa editrice.

“Racconti di Juarez del sud” determina nel lettore una sensazione di spaesamento, provata anche dallo stesso autore durante la creazione della sua opera. Un libro impegnativo, complesso. Ma forse è proprio la sua complessità che invoglia e crea interesse in chi lo legge a intraprendere questo “viaggio verso Juarez”.

Salvatore Toscano definisce Mignola come “un personaggio eruttato dall’universo narrativo de I Detective selvaggi, serpeggia con disinvoltura tra Cechov, noir, Kafka, fantascienza, metafiction e visioni lovecraftiane, dando prova di una fede entusiastica, quasi bambinesca, nel potere della letteratura”

Proprio Luca Mignola svela a Informa Press alcune curiosità che riguardano la sua opera.

Juarez del sud: l’origine di un luogo fantastico

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LucaCiao Luca, “Racconti di Juarez del sud” rappresenta il tuo esordio narrativo da “solista”. Da dove nasce questa idea?

“Nasce da molto lontano. Ho impiegato molti anni per scrivere questo libro. Fino a che non ho realizzato l’idea della città di Juarez del sud, che è il contesto nel quale si sviluppano quasi tutte le storie. Fino a quel momento avevo solo frammenti di racconti. Nel momento in cui ho realizzato la città, il processo di scrittura è stato molto più veloce e fluido. L’idea di scrivere un libro di racconti è nata intorno al 2012. Ma dal 2016-2017 ho iniziato proprio a ragionare su questa conformazione di libro.”

Puoi spiegarci cos’è Juarez del sud?

“È una città che in parte è frutto di fantasia e in parte è reale. Con elementi contestuali reali come il fiume Sarno, ma al tempo stesso elementi del tutto inventati come la Torre Ovest e la Torre Nord. L’equilibrio perfetto tra fantasia e realtà ha fatto sì che venisse fuori Juarez. C’è poi un altro luogo nel libro, Janka sul confine, il luogo puro del desiderio. Uno dei personaggi riesce ad accedervi mentre tutti gli altri che ci provano muoiono.”

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Racconti di Juarez del sud: il messaggio di Luca Monfisa

Luca, qual è il messaggio che vuoi lanciare con “Racconti di Juarez del sud” e perché il lettore dovrebbe scegliere il tuo libro?

Luca“Non c’è un messaggio univoco. Ho cercato di trattare in particolar modo aspetti sia della narrativa in senso stretto, cioè anche della meta-narrazione. Quindi il libro che si scrive all’interno del libro. Un tema che ritorna sempre è quello del male. Non il male contrapposto al bene, non in questo rapporto biunivoco. È piuttosto una sorta di costante annunciazione di qualcosa che sta per accadere. E che pur trovando forme talvolta mostruose, talvolta semplicemente argomentative (nel senso che si argomenta attorno all’idea del male), attraversa tutto il libro.
Perché il lettore dovrebbe scegliere il mio libro? Una domanda difficile! Però credo che, avendo studiato e ragionato molto sulla tradizione del racconto, all’interno del panorama italiano possa essere una sorta di controcanto rispetto alla produzione di racconti che, almeno io, ho letto di recente.”

Come detto, si tratta della tua prima opera da “solista”. Vuoi ringraziare o dedicare a qualcuno in particolare questo tuo lavoro?

“Devo ringraziare innanzitutto il mio amico e collega con il quale condivido tutte le avventure letterarie ormai dal 2001, Alfredo Zucchi. Anna Di Gioia, con la quale ci siamo conosciuti all’università e abbiamo intrapreso questo percorso. E ovviamente Ciro e Lucio di Wojtek. Quando mi chiesero di inviargli il manoscritto, non sapevo se lo averebbero accettato. Invece l’entusiasmo con cui l’hanno accolto per me è stato una vera e propria sorpresa. Inaspettata perché hanno accettato il mio lavoro così com’era senza alcuna pretesa di modifiche.”

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La trama di Racconti di Juarez del sud

LucaIn una città di confine, Juarez del Sud, si lotta per il potere. I contendenti sono grotteschi, malvagi, talvolta insignificanti. Uomini e mostri che cercano, con la violenza dei gesti o con quella delle parole, di dominare la città. Ma Juarez del Sud è indomabile. Ogni tentativo di abbracciare con lo sguardo le forze che la abitano è un aborto. Ogni aborto una disperazione, ogni disperazione una vertigine del desiderio che spinge i contendenti a continuare a tentare.

Ed è da uno sbuffo del desiderio che viene fuori una prospettiva, un altro luogo. Stiamo parlando della città impossibile: Janka sul confine, prima città dionisiaca della Storia. I racconti spingono per frammentarsi e moltiplicarsi. Accade così una proliferazione di storie che vogliono parlarsi e che finiscono per generare versioni differenti, spesso contrastanti dello stesso evento. Così, ogni racconto del libro è una forma chiusa e a sé stante ma allo stesso tempo una forma aperta e comunicante. Nei temi come nella forma, “Racconti di Juarez del Sud” narra l’impossibilità e la necessità della costruzione. “Questo è il modo in cui accadono le cose, tutto si dispiega davanti agli occhi dell’osservatore, che non vede niente”.

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