M5S, scontro nel partito tra Di Maio e Conte: si respira un’aria di scissione

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Duro scontro Di Maio Conte, un botta e risposta feroce che evidenzia le divergenze nel partito. Le amministrative hanno segnato un brutto colpo al M5S. Di Maio riflette su cosa intervenire. Punta il dito su autoreferenzialità e divergenze di visione. I punti cardine? Ucraina, salario minimo e democrazia del partito. Conte risponde con prontezza. Nessuna lezione di democrazia dal Ministro degli Esteri. Il Movimento potrebbe essere vicino alla scissione.

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Scontro Di Maio Conte: il partito M5S è vicino a una scissione

La delusione degli scarsi risultati alle amministrative ha spinto Di Maio all’orlo. Una goccia che ha rotto il silenzio. Il Ministro degli Esteri ha esposto delle dure considerazioni ai microfoni dei cronisti alla Camera. “È vero che il Movimento Cinque Stelle non ha mai brillato alle elezioni amministrative, ma è anche vero che non siamo mai andati così male. È normale che l’elettorato sia disorientato, credo che il nostro elettorato sia molto disorientato anche per un’ambiguità rispetto alle alleanze internazionali storiche. Ambiguità che non condivido.” Parole piene di amarezza che si aggiungono alle considerazioni sull’andamento del partito. “Non si può dare sempre la colpa agli altri, risalendo addirittura all’elezione del Presidente della Repubblica, per dire che siamo andati così male alle elezioni amministrative. Bisogna prendersi le responsabilità rispetto a un’autoreferenzialità che andrebbe un po’ superata.”

Credo  che il Movimento Cinque Stelle debba fare un grande sforzo nella direzione della democrazia interna: nel nuovo corso servirebbe più inclusività, anche a soggetti esterni. Lo dico a voi perché non esiste un altro posto dove poterlo dire.” Non tarda la risposta dell’ex Presidente del Consiglio che risponde ai giornalisti davanti alla sua abitazione di Roma. “Quando è stato leader, c’era un solo organo politico: il capo politico. Che faccia lezioni adesso a questa comunità di democrazia interna fa sorridere. Negli ultimi giorni ho riunito un consiglio nazionale e ho fatto due conferenze stampa in cui abbiamo analizzato il risultato del voto: io so come assumermi le responsabilità“. E sulla possibilità di una scissione nel partito aggiunge: “Di Maio vuole fondare un nuovo partito? Ce lo dirà lui in queste ore. Siamo alla vigilia di un appuntamento importante con la valutazione sul doppio mandato. Quindi è un momento di fibrillazione preventivabile per le sorti di moltissime persone del movimento“.

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Botta e risposta Di Maio Conte: divergenze su salario minimo e guerra Ucraina

I problemi del Movimento non sembrano essere leggeri. Il flop delle amministrative ha evidenziato un allontanamento dell’elettorato. A peggiorare la visibilità del M5S è stata l’assenza di Beppe Grillo alle votazioni. Al seggio 617 di Genova mancava il voto del fondatore. Un duro colpo per il partito che sembra vacillare. Di Maio, dal suo canto, accusa il partito di divergere dalle posizioni storiche per la questione dell’Ucraina. “Stiamo gestendo una guerra in Ucraina, causata dalla Russia, che richiede il massimo sforzo diplomatico. Non credo che sia opportuno assumere decisioni che di fatto disallineano l’Italia dall’alleanza Nato e dall’alleanza dell’Unione Europea. Non credo sia opportuno mettere nella Risoluzione che impegna il premier ad andare in Consiglio europeo frasi o contenuti che ci disallineano di fatto dalle nostre alleanze storiche.” Poi aggiunge: “l’Italia non è un Paese neutrale: è all’interno di alleanze storiche grazie ai nostri Padri fondatori. Credo che il nostro Paese debba stare nella Nato, credo che il nostro Paese debba stare nell’Unione Europea.”

Sul salario minimo, invece: “Credo che il nostro Paese debba abbracciare la transizione ecologica ma non la deve pagare la parte più debole del nostro Paese, non la devono pagare le classi meno abbienti. Come credo fortemente nel fatto che serva un salario minimo e facciamolo anche con contrattazione sindacale: l’importante è arrivare ad alzare gli stipendi a persone che stanno guadagnando meno di 9 euro all’ora. Credo che abbiamo di fronte un Paese che ha bisogno di massima compatezza per vincere le sfide di un momento storico così difficile.” La replica di Conte conferma che non c’è chiarezza tra le parti. “Dire che la posizione del M5S è anti-atlantista, fuori dalla Nato, che mette in difficoltà il governo significa dire stupidaggini perché significa anche offendere la sensibilità di una intera comunità del Movimento 5 Stelle che peraltro ha ribadito questa posizione in varie occasioni. Non abbiamo mai messo in discussione la nostra collocazione atlantica, la nostra vocazione europeista.” E un’ultima stoccata: “gli sforzi per la pace non vanno fatti solo di domenica. Non va fatto un tentativo e poi si continua a fare la guerra“.

 

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