Mano di Dio: l’invenzione degli infermieri per confortare i pazienti Covid

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Mano Dio Covid

Mano Dio Covid – È stato un anno difficile questo. Il Coronavirus è entrato nelle vite di tutti, stravolgendole. Ha, inoltre, imposto un sistema di società completamente differente rispetto a quello a cui eravamo abituati; pian piano siamo passati da un apparato basato sugli scambi e sulle relazioni interpersonali a uno in cui è previsto il distanziamento sociale. Il virus silente del SARS-CoV-2 si è insinuato tra gli affetti della gente e, in quest’anno, non è stato raro sentire storie di famiglie separate per mesi e mesi. Purtroppo, non sono state nemmeno isolate le storie dei pazienti ricoverati che, per via della Covid-19, sono stati costretti all’isolamento.
Ed è proprio tra i reparti di terapia intensiva degli ospedali brasiliani che arriva una notizia che scalda il cuore. Un gruppo di infermieri hanno creato quella che è stata denominata “la mano di Dio”.

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Mano Dio Covid, “la mano di Dio” per confortare i pazienti

Mano Dio CovidL’hanno chiamata, non a caso, “mano di Dio”; una mano il cui compito è quello di recare conforto ai pazienti isolati in reparto a causa del Covid-19.
Che cos’è questa mano di Dio? Consiste in due guanti monouso legati e pieni di acqua calda. In questo modo, si va a simulare un contatto umano impossibile a causa dell’isolamento nelle strutture.
L’infermiera brasiliana, Lidiane Melo, parla dell’invenzione e si sofferma a spiegare anche i motivi medici che l’hanno indotto a creare la “mano di Dio”.
Ho realizzato questo guanto con acqua calda per migliorare la perfusione della mia paziente e vedere meglio la saturazione. Spero, inoltre, che il paziente abbia la sensazione che qualcuno gli stia tenendo la mano”.

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La mano di Dio: un gesto di umanità

covid, Mano Dio CovidNella mano di Dio, quindi, si va a concentrare tutta l’umanità dell’uomo. Un’umanità che, in quest’anno di pandemia, è stata ampiamente dimostrata dallo sforzo e dal sacrificio di medici, infermieri e di tutto il personale sanitario che, tutt’oggi, sono in trincea a combattere questa estenuante guerra.

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