Senza manodopera, costretti a buttare 15 quintali di ciliegie. “Mio padre a 80 anni nei campi”!

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Manodopera ciliegia Bologna

Manodopera ciliegia Bologna: 15 quintali di ciliegie buttate per mancanza di manodopera. A raccontarlo è stato il produttore frutticolo Andrea Cavani. Quest’ultimo parla dei problemi nella raccolta e nella distribuzione nella propria azienda.

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Manodopera ciliegia Bologna: 15 quintali buttati

Agricoltura ferragostoUn produttore frutticolo, Andrea Cavani, di Bazzano, in provincia di Bologna, ha raccontato la situazione della sua azienda. Il produttore ha dichiarato: “La mia azienda agricola è stata costretta a buttare oltre 15 quintali di ciliegie. Il calendario di raccolta non fa sconti: i frutti sono da staccare quando giungono a maturazione. Purtroppo, non ho trovato le risorse necessarie per completare le operazioni. Per cercare di limitare i danni e di evitare ulteriori sprechi ho fatto il possibile. Tutti i membri della mia famiglia si sono prodigati nella raccolta, compreso mio padre di 80 anni. Da una parte mi ha colpito la sua dedizione e lo spirito di sacrificio, raccogliere le ciliegie con oltre 30 gradi di temperatura non è certo un gioco da ragazzi dall’altra ho invece capito che siamo vicini a un punto di non ritorno per quanto riguarda il reperimento della manodopera.”

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Manodopera ciliegia Bologna: i motivi della “crisi”

braccianti agricoli decreto rilancioIl produttore agricolo ha, inoltre, dichiarato: “Fino a due anni fa il problema era esiguo, mentre adesso rischia di mettere in seria difficoltà qualsiasi azienda agricola. Se non raccogli non vendi e non hai marginalità per l’impresa, l’equazione è purtroppo molto semplice”. Sulla vicenda è intervenuta anche Confagricoltura. Per loro potrebbero essere varie le cause delle “braccia rubate all’agricoltura”. Infatti. Tra le cause ci sarebbe la pandemia, che ha reso più complicati gli spostamenti dei lavoratori stranieri. Inoltre, ci sono anche difficoltà burocratiche relative al decreto Flussi 2021. Un’altra delle cause è da ricollegare al boom di assunzioni in altri settori come l’edile e la logistica. Infine, c’è il reddito di cittadinanza. Confagricoltura ha riportato: “Il reddito di cittadinanza spesso offuscato da un utilizzo che non soddisfa totalmente le aziende”.

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Manodopera ciliegia Bologna: intervento di Confagricoltura

Dalla pagina Facebook di Confagricoltura

La dichiarazione dell’agricoltore è stata commentata dalla Confagricoltura di Bologna. Infatti, in un comunicato ha parlato il presidente di Confagricoltura Bologna, Guglielmo Garagnani. Questi ha detto: “Il nostro obiettivo è cercare di arginare il più velocemente possibile questa situazione. Sta arrecando danni non solo a tutta la nostra filiera produttiva ma anche agli stessi consumatori. Quando il prodotto immesso sul mercato è infatti minore rispetto alle aspettative, il suo costo aumenta e questo pesa sulle tasche dei cittadini già gravati da numerosi aumenti. Non riuscire a raccogliere la frutta perché non si hanno persone a sufficienza rende ancora più frustrante l’intera situazione. In tutto il mondo è pensiero comune che in futuro si assisterà ad una meccanizzazione della raccolta dei prodotti, ma bisogna ragionare anche sul presente”.

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 Manodopera ciliegia Bologna: ricerca di nuovi braccianti

braccianti agricoliInoltre, il presidente Garagnani ha detto: “Va bene sviluppare campagne rivolte ai giovani, che possono essere interessati nell’alternanza tra lo studio e il lavoro per il periodo estivo. Dobbiamo operare in sinergia con le Istituzioni per sensibilizzare coloro che utilizzano la Naspi o il reddito di cittadinanza. Bisogna spiegare che, con il lavoro stagionale, a certe condizioni, questi ammortizzatori sociali non cessano di funzionare ma vengono semplicemente messi in pausa.” Il signor Cavani ha inoltre detto: “Ci apprestiamo ad iniziare la campagna delle pere, stimiamo un raccolto di circa 4.000 quintali e da settimane sto cercando le ultime figure che completeranno lo staff di raccolta. Spero di non essere di nuovo costretto a buttare il mio prodotto. Non voglio e non posso permettermelo, considerando anche i costi di produzione di cui mi sono già fatto carico”.

 

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