Morte Maradona, le figlie attaccano i medici: “Colpa loro, lo trascuravano!”

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Dal profilo Instagram di Dalma Maradona

Maradona figlie: Dalma e Giannina, ascoltate stamattina dagli inquirenti, denunciano lo stato di abbandono in cui versava il padre e le scarse cure dei medici che lo circondavano. Si gettano ancora ombre sugli ultimi momenti di vita del Pibe de Oro.

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Maradona figlie contro i medici: “Non sapevamo nulla!”

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Diego Armando Maradona, dal suo profilo Facebook ufficiale

Stamane le figlie di Diego Armando Maradona sono state convocate dal procuratore di San Isidro, nella periferia di Buenos Aires. Dalma e Giannina sono state interrogate su “questioni specifiche che sono state sollevate nel corso dell’indagine” riguardante la sospetta morte del padre, avvenuta lo scorso novembre. Le loro dichiarazioni non hanno fatto altro che alimentare i sospetti sui medici che avevano in cura il campione. “Le visite erano sporadiche, l’alimentazione assolutamente trascurata e il monitoraggio inesistente” denuncia la figlia Dalma. “Non ricevevamo informazioni nemmeno sul tipo di medicine che assumeva o sulle eventuali variazioni della terapia.”

In particolare, le accuse si indirizzano al neurochirurgo Leopoldo Luque, medico personale del campione, e alla psichiatra Agustina Cosachov. I due sono i maggiori sospettati nell’inchiesta sulla morte di Maradona, e le figlie del campione del Napoli rincarano la dose contro di loro.

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Le figlie di Maradona denunciano: il padre veniva drogato

maradona autopsia, maradona figlieSecondo Dalma e Giannina, i medici decidevano ogni dettaglio della vita del padre. Addirittura la scelta dell’abitazione nella quale il campione risiedeva e nella quale è morto. “Io avevo proposto una soluzione con maggiori comodità e attrezzata meglio” denuncia ancora Dalma.A scegliere la sistemazione nel barrio San Andrés sono stati Luque e Cosachov, e vorrei tanto capire il perché”. Gianinna ha invece dichiarato che al padre veniva data dalla psichiatra “una droga, una misteriosa pastiglia che veniva mischiata all’alcol“. Dall’esame autoptico però non sono risultate tracce di droga o alcol nel sangue del campione.

Luque e Cosachov non sono gli unici ad essere coinvolti nell’inchiesta e accusati di omicidio volontario. Oltre a loro ci sarebbero anche una psicologa, due infermieri e due coordinatori che si occuparono del ricovero domiciliare del Pibe de Oro.

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