Il racconto di Marco, cameriere in un ristorante di lusso: “Turni pesanti e paga bassa, ce l’ho col sistema”

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marco cameriere

I giovani non vogliono lavorare. È questo il mantra ripetuto costantemente. Nelle ultime settimane, però, a fianco alla denigrazione di chi non lavora “per colpa del reddito di cittadinanza” sono emerse tante storie. Storie di lavoratori maltrattati, di giovani emarginati e di retribuzioni impossibili. L’ultima è quella di Marco.

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Marco cameriere: la storia di un lavoro ben pagato

Lavori più richiesti ministero, marco cameriereMarco è un giovane di 38 anni che, come tanti, è emigrato al nord. Attualmente vive a Gallarate, ed è partito ormai anni fa alla ricerca della “fortuna”. Dalla Sicilia alla Lombardia.

Aveva trovato un lavoro ben pagato. Per lo meno per gli standard di un ragazzo che viene dal sud. 350 euro la settimana. È metà paga mensile di un full-time medio in Sicilia, quindi tanta roba.

1.400 euro, anche se lordi, al mese per un impiego full-time non sembra essere male. È il sogno di moltissimi NEET e delle decine di migliaia di giovani senza lavoro. Anzi, un lavoro gratificante, retribuito dignitosamente e con un orario equo è il sogno di qualsiasi disoccupato.

E Marco ne aveva trovato uno. Nella ristorazione. Un rinomato ristorante di lusso.

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Marco cameriere: “Vita oltre la resistenza umana”

nuove banconote pensione canone rai, giuseppe conte, decreto ristori quater, marco cameriereMa non tutto è oro quel che luccica. Il lavoro nel ristorante di lusso si è ben presto trasformato in uno stress – test. “Incominciavamo alle 10 e finivamo intorno alle 16:30, per poi riprendere alle 19:30 e finire all’una di notte. D’estate anche le 2”, ha testimoniato il lavoratore.

Niente domeniche, niente riposo, niente festività. Undici ore di lavoro al giorno, talvolta anche dodici. Ogni giorno. Per 1.400 euro lordi al mese. Ma il trentottenne non si lamenta del datore di lavoro, né della paga in sé.

“Mi lamento del sistema” – afferma – “che non ti permette di lavorare per vivere ma ti fa solo vivere per lavorare”. Marco, oggi guardia giurata, invita tutti alla ribellione contro chi “propone 280 euro al mese per 10 ore al giorno. Anzi, bisogna denunciare queste persone”.

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Marco cameriere: lavoro, il diritto dimenticato

pulizia covid-19 calabria autodichiarazione, concorso cancellieri esperti decreto legge pasqua, riforma giustizia processo penale, processo clan mascitelli reddito cittadinanza, cina magistrato robot, marco cameriereLa storia di Marco non è la sola, come abbiamo dimostrato in questi mesi. I giovani spesso si trovano schiacciati, e non solo i giovani. Da un lato la possibilità di un lavoro mal pagato, con turni massacranti e che ti priva di tempo, libertà e identità. Dall’altro il “sussidio”.

E sicuramente questo scenario è preoccupante. Il tempo pieno, cosiddetto “otto per cinque”, cioè otto ore di lavoro per cinque giorni lavorativi, non è più rispettato. Anzi, è costantemente violato ed eluso. I lavoratori spesso non fanno più 40 ore col tempo pieno. Fanno molte più di 40 ore settimanali per pochi soldi. Senza straordinari pagati.

Marco lavorava tra le 77 e le 82 ore settimanali, venendo retribuito 4 euro lordi l’ora. Una miseria. I problemi nel mondo del lavoro ci sono e sono molteplici. Risolverli è urgente. Garantire a un lavoratore una solida retribuzione garantisce gratificazione e miglior lavoro. Soprattutto garantisce al lavoratore una prospettiva. E garantisce stabilizzazione, incremento dei consumi e maggiori guadagni per le imprese.

Ma finché esisterà la cultura per cui il lavoratore deve dire grazie e, anzi, deve sacrificarsi per il lavoro, nulla migliorerà. Perché ciò che di buono c’era nel tessuto produttivo ormai si è perso.

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