Marco Cappato comizio a Mestre viene interrotto dalle Forze dell’Ordine che identificano i membri dell’associazione nonché i passanti che si erano fermati ad ascoltarli. Si tratta della seconda operazione di identificazione della Polizia finita sotto polemica.
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Marco Cappato comizio sul fine vita in piazza a Mestre

Succede nella giornata di venerdì 3 marzo a Mestre, Marco Cappato con un tavolino e un microfono parla ai passanti della sua associazione Luca Coscioni. Un’iniziativa organizzata per raccogliere le firme per la proposta di una legge regionale sul suicidio assistito. Un’iniziativa che alcuni anni fa era stata portata sul livello nazionale raggiungendo un numero molto elevato di firme. Richieste che però al Parlamento sono stati bloccate in massa. Questa volta Marco Cappato ritenta la proposta su un piano regionale in Veneto. Questa infatti è la Regione dove la legge del fine vita ha riscontrato la maggior adesione. L’intento è raggiungere 7mila fine in sei mesi per portare la proposta davanti al consiglio regionale.
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Marco Cappato comizio, l’intervento della Polizia
Cappato stava esponendo ai passanti interessati i punti fondamentali della sua proposta e la necessità di una fila per mostrare il supporto alla causa. A comizio iniziato due agenti della Polizia interrompono il discorso di Cappato e chiedono i documenti. Prima a lui, poi agli altri membri dell’associazione e infine ai passanti che si erano fermati in piazza ad ascoltarlo. “Abbiamo ricevuto la visita della polizia locale che ha ritenuto di dovere fare un verbale di fronte a dei cittadini che cercano di esercitare un loro diritto costituzionale. Non mi pare il modo di accogliere la partecipazione dei cittadini e incoraggiarla”.
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Marco Cappato comizio: “Nessuna spiegazione”

Cappato prosegue raccontando il processo di identificazione da parte della Polizia che non è stato mai chiarito o giustificato dalle Forze dell’Ordine. “Gli agenti, hanno prima interrotto il dibattito non violento. E poi hanno identificato sia gli organizzatori del banchetto, la cellula Coscioni di Venezia, sia i titolari dell’esercizio commerciale che ha ospitato l’iniziativa. Le forze dell’ordine non hanno chiarito le ragioni dell’identificazione”. Dopo aver raccolto tutti i nomi gli agenti si sono allontananti e il comizio è andato avanti.

































