“L’estasi” di Marina Abramović: l’artista in mostra a Napoli fino al 17 gennaio

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Marina Abramović
Ph. Antonio Civitella

Marina Abramović, l’artista serba naturalizzata statunitense, è finalmente ritornata nel capoluogo partenopeo. Il meraviglioso sito di Castel dell’Ovo ospiterà la sequenza di video “The Kitchen. Omaggio a Santa Teresa D’Avila” fino al 17 gennaio 2021. Per l’esposizione è stata scelta la storica Sala delle carceri che, un tempo, era adibita a galera. La mostra è stata un’iniziativa di Vanitas Club, un progetto di Casa Testori promosso dal Comune di Napoli.

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“L’estasi”: il ritorno a Napoli di Marina Abramović

Marina Abramović

Non è la prima volta che questa incredibile artista contemporanea regala alla città opere cariche di significato. Marina Abramović infatti è arrivata per la prima volta a Napoli nel 1974. In quell’occasione, presso la Galleria Studio Morra, ha messo in scena l’emblematica performance Rhytm 0”. Per l’esecuzione, l’artista si era seduta davanti ad un tavolo sul quale vi erano vari oggetti, anche armi, che il pubblico poteva utilizzare senza limiti contro di lei.

Questa volta, invece, l’Abramović ha scelto di farci rimanere a bocca aperta con una sequenza di video. Si tratta di “The Kitchen. Omaggio a Santa Teresa D’Avila“, “l’estasi” scissa in tre rappresentazioni: Vanitas, Carrying the milk e Levitation.

L’ispirazione dei video è arrivata grazie ai diari di Santa Teresa D’Avila. La santa spagnola, proprio nella cucina del suo convento, era preda di estasi e visioni mistiche. Da qui l’idea dell’artista di farsi riprendere nella cucina dell’ex convento di La Laboral a Gijón, nel 2009, in Spagna. La cucina, tuttavia, è importante per la Abramović perché in questo luogo ripercorre i giorni d’infanzia trascorsi con la nonna.

Questa trilogia di video, disponibile finalmente anche a Castel dell’Ovo, è un importante richiamo all’essenzialità. Ogni ripresa esplora, attraverso le diverse posizioni corporee dell’artista, i tormenti dell’animo umano e la volontà di aggrapparsi all’anima.

“Vanitas” e la protezione dell’essere umano

Marina Abramović

Il primo video, Vanitas, mostra le mani di Marina Abramović che, con movenze lente, proteggono un teschio. Il messaggio veicolato con questi gesti è la fragilità dell’essere umano, afflitto e tormentato dalla vita, che inevitabilmente va verso la morte. Sono però le carezze della stessa artista, attorno al teschio, a dare speranza all’uomo. Le mani, che si muovono lentamente, sono come delle rassicurazioni che ci inducono a far leva sul presente. Solo focalizzandoci sull’attualità, con tutte le nostre forze, possiamo costruire un futuro migliore senza sofferenze.

Il presente diventa, quindi, un maestro di vita per l’animo umano carico di insicurezze.

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“Carrying the milk” e il terremoto interiore

Marina Abramović

Nel secondo video, Carrying the milk, finalmente viene svelato completamente il corpo di Marina Abramović, che si pone come asse centrale dell’esecuzione. Indossa il vestito nero delle monache e tiene tra le mani un recipiente, riempito di latte fino all’orlo.

L’esecuzione prende spunto da alcuni passaggi del diario di Teresa D’Avila, in cui si parla dei momenti estatici vissuti dalla santa.

La Abramović regge il recipiente strabordante di latte con mano tremante, mentre l’intero corpo è immobilizzato. Ciò rappresenta i terremoti interiori di Santa Teresa, dettati da una mente in balia della potenza di Dio. È anche lo specchio dell’uomo che, mostrandosi inerme alla società, ha in serbo turbini di emozioni positive e negative.

“Levitation” e il raggiungimento dell’essenziale

Marina Abramović

Nel terzo e ultimo video, Levitation, Marina Abramović viene tirata a mezz’aria grazie a un meccanismo a carrucola. Le braccia e le gambe della performer sono aperte e mimano l’esperienza estatica di Teresa D’Avila. La rappresentazione riprende, in particolare, il momento in cui Santa Teresa si è sentita trascinare da Dio in alto, a cinque metri dal pavimento. L’esperienza ha suscitato rabbia nella Santa, la quale era semplicemente intenta a preparare una zuppa; da quel momento, invece, ha dovuto vederla bruciare mentre era in alto. D’altra parte invece è subentrata l’estasi divina per essere stata la prescelta nel vivere un momento così.

L’esperienza di Santa Teresa è carica di dolore e di estasi, e questo si riversa anche in Marina Abramović. L’artista infatti prova del dolore nel rimanere in quella posizione a mezz’aria, ma anche del piacere nell’essere il soggetto della propria arte portando i segni della stanchezza sul proprio corpo.

Nel corpo librato in aria si mima l’essere umano che, attraverso il dolore, riscopre l’importanza dell’essenziale e si aggrappa ancora di più alla vita.

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Marina Abramović, un’esperienza imperdibile a Castel dell’Ovo

Marina Abramović

Quella di Marina Abramović è una mostra da non perdere, un’occasione per riscoprire la profondità dell’anima. Le rappresentazioni saranno a Castel dell’Ovo, nella Sala delle carceri, fino al 17 gennaio 2021. Dal lunedì al sabato si potrà entrare dalle 10:00 fino alle 20:00, e la domenica dalle 10:00 fino alle 18:00. Il costo del biglietto (acquistabile qui) parte da 9 €.

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