Mascherine, alcune contengono biossido di titanio: tutti i dettagli del caso

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mascherine, campania

Le mascherine fanno ormai parte della nostra normalità. Le indossiamo all’aperto, al chiuso, per fare la spesa o semplicemente una passeggiata. Ma se contenessero sostanze dannose per la salute? Diverse mascherine sequestrate dalla Guardia di Finanza conterrebbero biossido di titanio. La denuncia è partita da un gran numero di consumatori, che si sono rivolti all’Associazione Difesa Consumatori e Ambiente (Adiconsum) del Veneto. Ma andiamo con ordine.

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Mascherine e biossido di titanio? Le analisi di Adiconsum

Dura lex sed virus Covid-19, Irene Pivetti mascherineLe verifiche del caso sono cominciate quando alcuni cittadini veneti hanno cominciato a lamentare, dopo l’utilizzo delle mascherine, sospetti rossori sotto al mento e sotto agli occhi. Con il crescere delle denunce, Adiconsum ha deciso di approfondire la faccenda.

L’Associazione ha quindi analizzato un lotto di 700 mascherine – tra cui quelle chirurgiche, FFP2, e in cotone – sequestrate dalla Guardia di Finanza di Padova e prive di qualsiasi documentazione che ne attestasse il tipo di materiali contenuti. Ne è emerso, con l’utilizzo dello spettrometro, che nel 70% delle mascherine analizzate ci fosse biossido di titanio. Nel dettaglio, in circa 450-500 dispositivi sanitari analizzati vi era una quantità variabile – dai 100 ppm (parti per milione, unità di misura equivalente a mg/Kg) ai 2000 ppm – di biossido di titanio. È inoltre confermato che la quantità maggiore della sostanza è stata rinvenuta nelle mascherine bianche, o nelle parti interne – quindi proprio quelle a contatto con il viso – dei dispositivi di protezione. Fra tutte, quelle chirurgiche hanno mostrato il livello più alto di biossido di titanio.

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Biossido di titanio: cos’è e cosa può provocare

coronavirus scoperto enzima mascherineIl biossido di titanio – o E171 – è un composto chimico dall’aspetto cristallizzato, caratterizzato da una trasparenza tendente al bianco. È molto utilizzato come colorante per gli additivi alimentari, nel pigmento bianco delle vernici e in varie materie plastiche. Per il suo potere di assorbimento della luce solare, viene impiegato nel settore della cosmesi come filtro dei raggi UV.

Ma la vera domanda è: fa male? Attualmente, non c’è una risposta definitiva. Tuttavia, sono molti gli studi che individuano questa sostanza come potenzialmente dannosa per la salute. Nello specifico nel 2017 l’International Agency for Research on Cancer (IARC) – che ha sede a Lione ed è parte dell’OMS – ha classificato il biossido di titanio come un possibile cancerogeno (classe 2B) per gli esseri umani, soprattutto se inalato. Con la conferma di successive analisi, in Francia dal 1° gennaio 2020 è vietato commerciare prodotti che lo contengono. D’altro canto, l’EFSA – Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare – afferma che i dati e gli studi attualmente disponibili sulla sostanza non sono sufficienti per considerarne nociva l’ingestione. Di conseguenza, saranno necessarie altre ricerche per avere un quadro più chiaro.

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La denuncia di Adiconsum Veneto

MascherineAd ogni modo, dopo le analisi effettuate, Adiconsum Veneto ha richiesto alle istituzioni una normativa più rigorosa per le mascherine. Così dichiara il segretario dell’Associazione, Valter Rigobon: “Tutti i prodotti hanno delle schede tecniche che ne determinano la provenienza e la tipologia. Qua non c’è assolutamente nulla. Si va, si compra e si indossa nell’incertezza che queste siano adeguate e che non abbiano alcun problema”. A confermarlo anche Stefano Franceschetto, responsabile sicurezza prodotti di Adiconsum Veneto: “Siamo partiti con un test di laboratorio che ha certificato che queste mascherine contenevano biossido di titanio in grandi quantità. Non entriamo nel merito dell’argomento sulla sua pericolosità, sta di fatto che noi vogliamo che il consumatore sia informato.

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