Matrimonio Omosessuale con cittadini stranieri, cosa sapere?

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Dal varo della ormai storica legge Cirinnà, risalente al Maggio del 2016, le unioni civili sono in forte crescita e ormai all’ordine del giorno.

Tuttavia la non perfetta conoscenza delle pratiche burocratiche e legali necessarie, potrebbe riservare qualche brutta sorpresa per i cittadini che vogliono unirsi civilmente.

Ecco quindi una guida per riconoscere e aggirare gli ostacoli quando si tratta di unione con cittadini stranieri.

Quali sono i documenti di cui bisogna essere in possesso? Come arrivare preparati al fatidico “sì”  ed evitare spiacevoli sorprese?

Andiamo per ordine:

Il cittadino straniero che desidera unirsi civilmente con un cittadino italiano deve innanzitutto essere in possesso di una dichiarazione delle autorità competenti del proprio paese di origine in cui si certifica che, seconda la normativa vigente in quest’ultimo, nulla impedisca la pratica dell’unione civile fra cittadini dello stesso sesso.

 

Una volta in regola con questo primo e fondamentale punto, si dovrà essere in possesso dei seguenti requisiti:

 

  • tutti e due i cittadini devono essere obbligatoriamente maggiorenni
  • i due richiedenti non devono avere vincoli di altro tipo (stato libero)
  • I due cittadini non devono essere interdetti giudizialmente e legalmente (gravi infermità mentali tali da impedire le capacità di intendere e di volere di uno dei due soggetti per la prima casistica, gravi reati penali per la seconda)
  • Non avere legami parentali di alcun tipo (vale anche, quindi, l’adozione)

 

Il permesso di soggiorno.

È possibile ad oggi richiedere il permesso di soggiorno per ragioni familiari da parte di un cittadino straniero legato a un partner anch’egli straniero ma residente in Italia in modo continuativo e abituale (si pensi ad esempio a chi lavora abitualmente in loco per aziende italiane pur non essendo in possesso della cittadinanza).

L’unica condizione affinché ciò avvenga è che i due cittadini siano uniti civilmente (in Italia o all’estero).

 

Il soggetto straniero, inoltre, potrà anche richiedere la cittadinanza italiana in caso di unione con un cittadino italiano, sempre se in possesso di unione civile con quest’ultimo: la suddetta unione potrà essere ottenuta sia in Italia che all’estero, a patto che sia stata poi successivamente registrata e riconosciuta in Italia.

 

Requisiti per la richiesta di cittadinanza:

  • almeno 2 anni di unione civile con il partner italiano, se la coppia risiede in Italia, o 3 anni se la coppia risiede all’estero.
  • Conoscenza della lingua italiana non inferiore al livello B1
  • In alternativa, permesso di soggiorno di lungo periodo valido per l’Italia o titolo di studio presso scuola pubblica italiana, (o privata se riconosciuta dallo Stato Italiano).

 

Le convivenze di fatto.

Sempre in virtù della legge 76/2016 sopra citata, saranno pienamente riconosciuti i diritti delle “coppie di fatto”, come del resto avveniva già con le coppie eterosessuali: in questo caso però lo stato civile dei due soggetti rimarrà libero. Nel caso di convivenza di fatto sarà inoltre necessaria la compilazione da parte di entrambi i cittadini di un apposito modulo, chiamato “Dichiarazione anagrafica per la costituzione della convivenza di fatto” in cui si formalizza l’effettiva convivenza. Tale documento potrà essere annullato in qualsiasi momento, anche da uno solo dei due conviventi, oppure d’ufficio in caso sia evidente la non conformità della convivenza, sopraggiunta successivamente.

 

Unioni civili celebrate all’estero.

Naturalmente le unioni civili celebrate al di fuori del territorio italiano saranno pienamente riconosciute anche in Italia, a patto che siano debitamente registrate presso gli uffici competenti delle autorità italiane.

 

Per concludere, gli aspetti da seguire sia nel caso di unione civile, che nel caso di organizzare effettivamente un matrimonio in tutte le sue fasi prevede molti dettagli da non trascurare. Spesso è utile, anche solo per informarsi e ricevere una consulenza sui punti da seguire, rivolgersi ad un wedding planner esperto in matrimoni Gay e LGBTQ, che può sicuramente aiutare ad accelerare determinate pratiche e dare consigli utili.

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