Mattarella contro assolutismo maggioranza: “Non può esserci autorità senza limiti”. Così si è espresso Il Presidente alla settimana sociale dei cattolici a Trieste. Il Presidente afferma, con forza, che per evitare le derive bisogna battersi contro l’analfabetizzazione democratica.
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Mattarella contro assolutismo maggioranza durante l’inaugurazione della settimana sociale dei cattolici
Mattarella contro assolutismo maggioranza. Questo quanto emerso durante il discorso del Capo dello Stato. Mattarella ha parlato in occasione della cerimonia per la settimana sociale cattolici a Trieste. Durante il suo intervento avrebbe più volte invocato una “battaglia” contro l’analfabetizzazione democratica del nostro paese. Il Presidente sottolinea che non bisogna trasformare il diritto della maggioranza a governare in un assolutismo della maggioranza. “Il “dovere” di governare non può mai significare una restrizione dei diritti da parte della maggioranza nei confronti della minoranza”. Il Presidente inoltre ha affrontato alcuni problemi globali con immancabili riferimenti al Governo italiano.
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Problemi globali, problemi italiani

Il Presidente ha toccato svariate problematiche globali ma è riuscito a non perdere di vista l’operato del Governo italiano. Prendendo come esempio il problema dell’indebolimento delle democrazie il Presidente mette al centro dell’attenzione il calo degli elettori alle urne. Ci si domanda, quindi, come la scarsa affluenza ai seggi non possa esser presa come campanello d’allarme. Inoltre tra le preoccupazioni più rilevanti c’è la questione legata a un vento d’involuzione che pare stia attraversando l’intera Europa. Per Mattarella la soluzione a tale problematica è intrinseca nella nostra Costituzione. La Costituzione specifica che il bene comune non è il bene pubblico dell’interesse della maggioranza “ma il bene di tutti e di ciascuno al tempo stesso”
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Il difficile rapporto tra la libertà dell’individuo e il bene comune
Energe il difficile rapporto tra la libertà dell’individuo e il bene comune. Questo difficile rapporto viene però ben esplicato dal Presidente con una al filosofo Rousseau. Il filosofo francese venne contestato su un suo assunto. Rousseau credeva che la volontà del popolo poteva cambiare far cambiare norme e regole. In risposta alla critica Rousseau utilizzò delle parole molto semplicie e concise riportate quest’oggi da Mattarella. “Noi sappiamo tutti ormai che la presunta volontà generale non è in realtà che la volontà di una maggioranza. Sappiamo che la volontà di una maggioranza, che si considera come rappresentativa della volontà di tutto il popolo può essere più ingiusta e più oppressiva della volontà di un principe”































