Addio a Maurizio Pollini: ci lascia a 82 anni la leggenda italiana del pianoforte

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maurizio pollini morto
maurizio pollini morto (Fonte: Rai)

Maurizio Pollini morto – Addio a Maurizio Pollini: ci lascia a 82 anni la leggenda italiana del pianoforte. Soffriva da tempo di una grave malattia. In questo articolo vedremo alcune delle sue migliori interpretazioni e perché è giusto considerare quanto successo una delle più grosse perdite per l’arte italiana. Ma andiamo prima a ricordare chi era e cos’aveva fatto Maurizio Pollini.

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Maurizio Pollini morto: parole e musica del grande musicista

Io non parlo delle note, io suono. E quando riesce è piacevole, dà un senso di gioia. Il senso di aver azzeccato qualcosa, come un poeta. Del resto, come diceva Chopin, non c’è nulla di più odioso di una musica che no ha un senso nascosto.

Parole e musica di Maurizio Pollini, il più grande pianista italiano, scomparso all’età di 82 anni nella sua casa di Milano. A darne notizia il Teatro alla Scala di Milano con un lungo e sentito messaggio: “…uno dei grandi musicisti del nostro tempo e un riferimento fondamentale nella vita artistica del Teatro per oltre cinquant’anni. Il Sovrintendente Dominique Meyer, il Direttore Musicale Riccardo Chailly, i professori dell’Orchestra e i lavoratori scaligeri sono accanto alla moglie Marilisa, al figlio Daniele e a tutta la famiglia”.

Il maestro era malato da tempo. Il primo malore nel 2022 poco prima di entrare in scena al Festival di Salisburgo. Si era poi ripreso grazie all’enorme amore per il pianoforte; ma nei pochi concerti come quello alla Scala di Parigi in cui è stato presente dopo quell’episodio, tutti si erano resi conto che qualcosa non andava. Era evidente la grande fatica con cui il maestro affrontava l’esecuzione.

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Maurizio Pollini morto: la storia del grande pianista

La carriera internazionale di Maurizio Pollini inizia nel 1960. Allora, a soli 18 anni, vince il prestigioso concorso Chopin di Varsavia. Da allora, solo o con le orchestre più importanti, il maestro non si è mai fermato, portando la cultura del Bello nel mondo.

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Gli autori che amava maggiormente riprodurre sul pianoforte erano proprio Chopin e Beethoven. Quel premio “Chopin” lo legò per sempre al grande compositore, di cui Pollini ha amato profondamente ogni composizione insieme a Beethoven di cui eseguì alla Scala nel 1995 l’Integrale delle Sonate, registrata più volte, soffermandosi sempre sulle ultime tre, per lui così coinvolgenti da non ritenere di averle mai esplorate abbastanza.

Altri giganti riletti da Maurizio Pollini? Debussy, Bartók e Stravinskij e Liszt. Tutti da ascoltare nelle varie playlist presenti su Youtube e Spotify.