Medici, scatta l’allarme: entro il 2030 ne mancheranno 80.000

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L’emergenza socio-sanitaria dovuta dalla pandemia da Coronavirus ha evidenziato le carenze di cui soffre il nostro Sistema Sanitario Nazionale. Data l’età media avanzata del personale medico nei prossimi anni si registreranno notevoli pensionamenti. Entro il 2030 potrebbero mancare oltre 80.000 dottori: circa 34.000 medici di base e 47.000 nelle corsie ospedaliere. Tra il 2019 e il 2021, utilizzando Quota 100, potranno chiedere di andare in pensione tutti i dirigenti medici del Servizio Sanitario Nazionale nati tra il 1954 e il 1959.

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Medici: cosa succede al nostro Sistema Sanitario

mediciLa carenza di personale nel Sistema Sanitario Nazionale è un problema grave. A lanciare l’allarme è la FIASO, Federazione delle aziende sanitarie pubbliche. Secondo alcune statistiche, nei prossimi anni, in Italia, mancheranno 45.000 medici. Si parla sia di medici generici che di medici presenti nelle corsie ospedaliere.

Il problema ha assunto rilevanza soprattutto durante l’emergenza Covid-19. Con Quota 100, inoltre, la situazione potrebbe ulteriormente aggravarsi. L’organico medico potrebbe calare nel triennio 2019-2021 di ben 38.000 camici bianchi. Non sono solo le pensioni a creare difficoltà. I percorsi di formazione si presentano limitatissimi. Basti pensare, ad esempio, che per i medici base, le borse per il corso di formazione in medicina generale sono circa 1.100 l’anno. A essere rimpiazzati entro il 2028 saranno circa 11.000 medici rispetto ai 34.000 necessari. In particolare mancano pediatri, chirurghi, ginecologi e cardiologi.

L’emergenza sanitaria e l’abilitazione immediata

mediciPer fronteggiare la carenza del personale sanitario, la cui importanza negli ultimi mesi è stata fondamentale, il governo italiano è corso ai ripari. Nel decreto “Cura Italia” è stata inserita l’abilitazione immediata della laurea in Medicina, un provvedimento che ha permesso di liberare nel Sistema Sanitario circa 10.000 medici.

Si tratta di un numero considerevole se pensiamo che post laurea solo 7.000 studenti accedono a contratto nelle scuole di specialistica. Sono molti i laureati, infatti, che scelgono di trasferirsi in altri Paesi. L’istituto di ricerca Randstad Research ha sottolineato come la scelta delle specializzazioni mediche veda una netta preferenza per indirizzi che permettono sbocchi di carriera anche nel privato. Si tratta di ambiti medici come chirurgia plastica, oculistica o dermatologia. Raccolgono, invece, poche adesioni le specialità legate all’emergenza come medicina d’urgenza, anestesia e rianimazione, che assegnano ogni anno tra il 30-40% delle borse disponibili.

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Il rapporto medici-abitanti in Italia

mediciSecondo l’istituto Randstad Research nel nostro Paese si contano circa 4 dottori ogni 1.000 abitanti. Quelli iscritti all’ordine sono quasi 404.000. Di questi, oltre la metà di loro ha più di 55 anni. Si prospetta un’uscita di circa il 45% di medici entro il 2023.

La spesa sanitaria copre appena l’8,8% del PIL, equivalente al -10% della media europea (un incremento di poco più di 2 punti percentuali rispetto al 1988, quando la vita durava in media sette anni in meno). Un dato preoccupante se si considera il fattore anzianità. L’Italia è, infatti, un Paese prevalentemente anziano, il secondo per aspettative di vita in Europa.

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