Medico morto infarto: un medico muore a 61 anni per un infarto dopo turni in sala operatoria sfiancanti per mancanza di personale. La vicenda è avvenuta in provincia di Taranto e la Procura della città pugliese ha aperto un’inchiesta. Il personale sanitario della regione Puglia è sempre più ridotto.
Ti consigliamo come approfondimento-Paura a Brindisi: un uomo incontra un coccodrillo gigante in una campagna
Medico morto infarto dopo più di 24 ore di turno
Giovanni Buccoliero, primario dell’ospedale “Giannuzzi” di Manduria, in provincia di Taranto, è morto di infarto in ospedale. Il medico aveva 61 anni e il suo cuore non ha retto alla mole esagerata di lavoro negli ultimi giorni causati dalla carenza di personale. Il medico è morto in corsia dopo aver affrontato tre giorni con turni di più di 12 ore. I colleghi hanno raccontato: “Siamo sotto organico e Giovanni, come tanti di noi, faceva anche da tappabuchi. Martedì sera, arrivando in ospedale, ha lavorato dodici ore al Pronto soccorso. Poi, dalle 8 del mattino successivo, altre dodici in reparto rientrando a casa solo mercoledì sera. Giovedì mattina era poi regolarmente in reparto a fare le visite ed è morto praticamente in corsia. Era un grande lavoratore. Da dirigente non sottostava a turnazioni prestabilite. Non manifestava alcuna sintomatologia che lasciasse preludere ciò che è avvenuto.”
Ti consigliamo come approfondimento-Bimba morta di fame abbandonata a casa, si ipotizza che la madre le desse farmaci per “tranquillizzarla”
Medico morto infarto: inchiesta della Procura
Il primario mentre faceva il giro tra i pazienti si è allontanato dicendo che doveva andare in bagno. Ma dal bagno non è più tornato. Preoccupato del ritardo nel rientrare in corsia, un infermiere del suo gruppo è andato a controllare e lo ha trovato riverso a terra, dietro la porta. Aveva perso i sensi, non respirava più. Immediato l’aiuto con il massaggio cardiaco e i farmaci, sono accorsi i rianimatori e gli anestetisti, ma non c’è stato nulla da fare. L’arresto cardiaco è stato letale. Sulla vicenda la Procura di Taranto ha aperto un’inchiesta per stabilire il nesso di causa effetto delle ore di lavoro continuato e la sua morte. Negli ospedali i turni di lavoro sono ormai massacranti. Per garantire standard minimi di assistenza medica anche i dirigenti devono prolungare l’orario di lavoro e impegnarsi in altri reparti.
Ti consigliamo come approfondimento-Ruba un neonato in ospedale fingendosi infermiera: scoperta la ladra di bimbi
Medico morto infarto: carenza di personale sanitario
Il presidente della Federazione Nazionale degli Ordini dei medici chirurghi e degli odontoiatri (Fnomceo), Filippo Anelli, è intervenuto in merito. Anelli ha sottolineato: “Il disagio dei medici è grave. Sono sottoposti a superlavoro, a turni infiniti, senza possibilità di fruire dei riposi previsti dalla legge, o delle ferie”. Il direttore generale dell’Ospedale “Giannuzzi” ha dichiarato: “L’ospedale di Manduria come tanti altri è sotto organico e il personale deve farsi carico non solo dei propri turni. Il dottor Buccoliero era un gran lavoratore e non si sottraeva dal prolungare il proprio orario di lavoro. Da dirigente, in ogni caso, non sottostava a turnazioni prestabilite e si regolava sulle esigenze del proprio reparto. I Carabinieri della Compagnia di Manduria hanno acquisito i tabulati dei turni e raccolto alcune testimonianze. Adesso si indaga sulla vicenda e seguiranno sicuramente aggiornamenti. Il medico lascia la moglie e tre figli.































