Dopo il fallimento, Melegatti torna protagonista del Natale

A Natale, Melegatti torna sulle tavole degli italiani. Un vanto per il made in Italy, sinonimo di qualità e tradizione.

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Melegatti

Il pandoro Melegatti, fiore all’occhiello della produzione della famosa azienda italiana, tornerà nei supermercati per Natale. Dopo il fallimento dichiarato lo scorso maggio, la Melegatti è stata rilevata dalla vicentina Forgital Group, specializzata nella forgiatura di metalli. Una sfida, perché il tempo stringe e i competitors sono tanti. Il presidente di Forgital Group, Giacomo Spezzapria, si dice ottimista. “L’attaccamento mostrato da dipendenti e consumatori al marchio è stato straordinario. (…) Faremo di tutto.” Ci prepariamo, quindi, a rivedere il pandoro dalla riconoscibile scatola azzurra con lettere dorate tra gli scaffali. Un vanto per il made in Italy, sinonimo di qualità e tradizione.
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La storia e il fallimento di Melegatti

Domenico Melegatti fonda la Melegatti S.p.A. nel 1894. Il 14 ottobre dello stesso anno riceve il Certificato di Privativa Industriale dal Ministero di Agricoltura, Industria e Commercio del Regno d’Italia per aver inventato il nome, la forma e la ricetta del pandoro.
I tentativi di imitazione furono tanti. Così, il fondatore del marchio lanciò ai suoi colleghi la famosa “sfida delle 1000 lire”. Invitò i pasticcieri autori di dolci simili al suo a rendere nota la vera ricetta del pandoro. Se ci fossero riusciti, avrebbe donato loro 1000 lire (cifra importante per l’epoca). Com’è intuibile, nessuno si fece avanti.

MelegattiIl pandoro si ispira alla tradizione natalizia veronese del levà, un impasto di farina, latte e lieviti. Domenico Melegatti arricchisce la ricetta del levà con burro e uova, eliminando tutto ciò che interferisce con la lievitazione.
Una lunga lievitazione è il segreto di tanta bontà: oltre 10 ore, con cicli di 6-7 impasti.

Secondo la leggenda di famiglia, di fronte alla prima fetta di pandoro illuminata dal sole, un garzone esclamò: “l’è proprio un pan de oro!”. Da qui il nome.

Una storia di tradizioni, scelta delle materie prime e amore, lunga più di un secolo.
Nel maggio 2018, però, il collegio del Tribunale di Verona ha dichiarato il fallimento di Melegatti. Il Tribunale ha accolto l’istanza del pubblico ministero, acclarata la difficile situazione debitoria della famosa azienda dolciaria.
Il 28 settembre Melegatti viene rilevata da Forgital Group per 13,5 milioni di euro.

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Melegatti: l’amore dietro la rinascita

“Ci prenderemo ancora un po’ di tempo per valutare bene la situazione degli impianti. Partiremo con un prodotto semplice, puntando sulla qualità delle materie prime. (…) La nuova Melegatti saprà valorizzare il marchio facendo dell’eticità uno dei suoi punti di forza. Puntiamo a un target medio-alto”.
Giacomo Spezzapria, 33 anni, come nuovo presidente ha le idee molto chiare sul futuro dell’azienda. Gli obiettivi ora sono due: portare il prodotto nei supermercati entro Natale e riportare Melegatti ai livelli di produzione pre-crisi.

Il merito, oltre che della nuova gestione, è dei lavoratori dell’azienda. Incerti sul loro futuro, nei mesi scorsi hanno continuato a prendersi cura del lievito madre. L’affezione e la fedeltà dei dipendenti al marchio contribuirà a far sì che Melegatti torni protagonista della tavola anche questo Natale.

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