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Meloni denunciata per concorso in genocidio: anche Crosetto e Tajani nei guai
Meloni denunciata per concorso in genocidio assieme a Tajani e Crosetto. Al cuore dell’accusa c’è il ruolo di Leonardo, controllata statale, accusata di aver fornito droni e sistemi di sorveglianza usati a Gaza. Crosetto e Tajani sono indicati come autorizzatori di export per centinaia di milioni, nonostante le denunce Onu di “carestia procurata”. La denuncia cita lo Statuto di Roma sui crimini contro l’umanità, invocando indagini sull’ “intenzione di eliminare un popolo”. In Parlamento, il M5s ha urlato “complici di genocidio” a Tajani, che ha sorriso sarcasticamente, alimentando accuse di sudditanza a Washington.Ti consigliamo come approfondimento – Professor Addeo tenta il suicidio dopo il post contro la figlia di Meloni
Reazioni politiche

La denuncia ha acceso un dibattito feroce, con M5s, Pd e Verdi-Sinistra che si scagliano contro il governo accusato di “codardia”. Giuseppe Conte ha dichiarato, nei confronti del governo, che: “i libri di storia vi condanneranno”. Il leader dei 5 stelle ha elogiato la Flotilla come atto di onore contro un blocco “illegale”. Pier Luigi Bersani ha definito Meloni e Salvini “megalomani” per aver ignorato lo sciopero generale per Gaza. Elly Schlein difende le proteste pacifiche, e Nicola Fratoianni insiste: “Il popolo non vuole essere complice”. Il governo ribatte che i critici “strumentalizzano” il dolore palestinese. Tajani difende il dialogo con Israele per la pace, nonostante mozioni per sospendere l’accordo militare sottoscritto nel 2016. Intellettuali come Alessandro Orsini accusano l’esecutivo di aver “fatto vergognare gli italiani” col sostegno a Netanyahu. Ricordiamo inoltre che l’Italia è tra gli ultimi grandi Paesi Ue a non aver riconosciuto la Palestina.
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Prospettive legali e il futuro del governo
La denuncia alla Cpi potrebbe aprire un caso giudiziario complesso. L’Aia è chiamata a verificare se i 400 milioni annui di export militari configurino “concorso morale” nel genocidio, come suggerito da rapporti Onu sulla “distruzione della capacità riproduttiva” palestinese. Le indagini preliminari dureranno mesi. Vi saranno possibili audizioni di ministri, ma l’autorizzazione parlamentare – controllata dalla maggioranza – rende l’iter incerto. Meloni rischia di vedere il suo governo etichettato come “scendiletto” di Tel Aviv, con ONG che chiedono un embargo. A Carrara e Roma, manifestanti gridano “Palestina libera”, e voci come Bonelli di Avs esigono che Netanyahu sia portato all’Aia. Il dibattito infuria, con Meloni che difende l’esecutivo in tv. Il peso morale di fermare le armi o assumersi la complicità storica resta una sfida aperta per il suo mandato.

































