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Meloni denunciata per concorso in genocidio: anche Tajani e Crosetto nel mirino

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Meloni denunciata per concorso in genocidio. Assieme a lei rischiano anche i ministri Tajani e Crosetto e l’A.D. di Leonardo Roberto Cingolani. La denuncia senza precedenti ha scosso il governo italiano. I protagonisti sono stati tutti citati alla Corte Penale Internazionale dell’Aia per presunta complicità nel genocidio a Gaza. L’accusa, mossa da associazioni di giuristi e attivisti pro-Palestina, punta sulle forniture di armi italiane a Israele. Tali forniture sono considerate decisive nella strage di oltre 65mila persone, inclusi 20mila bambini, dall’ottobre 2023, secondo i dati Onu. Le proteste civili inoltre denunciano l’immobilismo di Roma. La politica viene etichettata come “complice del massacro” da striscioni e slogan. Meloni, in una recente intervista, ha replicato:
“Noi accusati di genocidio, si è perso il senso delle parole”
La Premier difende l’Italia come “liberatrice di bambini”, mentre l’opposizione chiede un embargo immediato e il riconoscimento della Palestina.
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Meloni denunciata per concorso in genocidio: anche Crosetto e Tajani nei guai

Esodo Gaza, Strage ospedale, Israele accelera operazione Gaza, Corteo pro Palestina Roma, Adam, Meloni denunciata Meloni denunciata per concorso in genocidio assieme a Tajani e Crosetto. Al cuore dell’accusa c’è il ruolo di Leonardo, controllata statale, accusata di aver fornito droni e sistemi di sorveglianza usati a Gaza. Crosetto e Tajani sono indicati come autorizzatori di export per centinaia di milioni, nonostante le denunce Onu di “carestia procurata”. La denuncia cita lo Statuto di Roma sui crimini contro l’umanità, invocando indagini sull’ “intenzione di eliminare un popolo”. In Parlamento, il M5s ha urlato “complici di genocidio” a Tajani, che ha sorriso sarcasticamente, alimentando accuse di sudditanza a Washington.
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Reazioni politiche

def maggioranza assente, autonomia differenziata approvata, meloni satnam Singh, Delmastro condannato, italia nucleare, Meloni denunciata
Dalla pagina Facebook della Camera dei deputati e di Giorgia Meloni

La denuncia ha acceso un dibattito feroce, con M5s, Pd e Verdi-Sinistra che si scagliano contro il governo accusato di “codardia”. Giuseppe Conte ha dichiarato, nei confronti del governo, che: “i libri di storia vi condanneranno”. Il leader dei 5 stelle ha elogiato la Flotilla come atto di onore contro un blocco “illegale”. Pier Luigi Bersani ha definito Meloni e Salvini “megalomani” per aver ignorato lo sciopero generale per Gaza. Elly Schlein difende le proteste pacifiche, e Nicola Fratoianni insiste: “Il popolo non vuole essere complice”. Il governo ribatte che i critici “strumentalizzano” il dolore palestinese. Tajani difende il dialogo con Israele per la pace, nonostante mozioni per sospendere l’accordo militare sottoscritto nel 2016. Intellettuali come Alessandro Orsini accusano l’esecutivo di aver “fatto vergognare gli italiani” col sostegno a Netanyahu. Ricordiamo inoltre che l’Italia è tra gli ultimi grandi Paesi Ue a non aver riconosciuto la Palestina.

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Prospettive legali e il futuro del governo

Crisi governo conte RenziLa denuncia alla Cpi potrebbe aprire un caso giudiziario complesso. L’Aia è chiamata a verificare se i 400 milioni annui di export militari configurino “concorso morale” nel genocidio, come suggerito da rapporti Onu sulla “distruzione della capacità riproduttiva” palestinese. Le indagini preliminari dureranno mesi. Vi saranno possibili audizioni di ministri, ma l’autorizzazione parlamentare – controllata dalla maggioranza – rende l’iter incerto. Meloni rischia di vedere il suo governo etichettato come “scendiletto” di Tel Aviv, con ONG che chiedono un embargo. A Carrara e Roma, manifestanti gridano “Palestina libera”, e voci come Bonelli di Avs esigono che Netanyahu sia portato all’Aia. Il dibattito infuria, con Meloni che difende l’esecutivo in tv. Il peso morale di fermare le armi o assumersi la complicità storica resta una sfida aperta per il suo mandato.