Le mete del Grand Tour: il turismo nel Meridione

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grand tour meridione

Il concetto di viaggio si è enormemente evoluto nel corso del tempo. Guardando al passato vediamo che per esempio nella preistoria questo veniva intrapreso da tribù o piccoli gruppi prevalentemente per cercare cibo e riparo nei mesi più freddi; nel Medioevo si è iniziato a viaggiare per scambi commerciali, mentre solo dopo il 1600 ha assunto un valore di “scoperta”, di approfondimento culturale, per poi mutare ancora nei primi del ‘900 quando tanti italiani hanno cominciato a emigrare all’estero in cerca di “fortuna”.

Da quando viaggiare ha una connotazione di studio, di scoperta, e anche di prestigio sociale, l’Italia è sempre stata una meta molto ambita. In particolare durante il XVII secolo, alle porte dell’Illuminismo, il Bel Paese diventava il luogo prescelto per i giovani aristocratici europei per immergersi nella cultura di civiltà antiche. Roma, ma soprattutto Napoli, la Sicilia, così come anche il Nord Italia, erano protagoniste di questi viaggi culturali definiti Grand Tour che avevano una durata indefinita. Riscopriamo alcune delle tappe scelte dalla borghesia europea nel XVII secolo.

Il viaggio turistico come lo conosciamo oggi

Prima di addentrarci nella descrizione degli itinerari del Grand Tour del 1600, c’è da fare una premessa utile e doverosa. Bisogna contestualizzare questi viaggi, e dimenticarsi di smartphone, mappe, traduttori, possibilità di prenotare e noleggiare auto comodamente dal web come su DiscoverCars.com sia se ci si trova in Sardegna, in Liguria o in Campania, e bisogna “calarsi” nella maniera di viaggiare di quei giovani borghesi. Eh sì, perché la voglia di scoperta e di studio erano tali da portare questi studiosi a stare lontano da casa talvolta anche per anni. I viaggi venivano intrapresi interamente in carrozza, che si trasformava a volte in “stanza da letto”, e talvolta in deposito da riempire man mano di testi, reliquie e monumenti acquistati durante il Grand Tour.

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Foto dalla pagina Facebook “TaleNews”

In questa tendenza che ha dato poi origine al concetto di viaggio turistico come lo intendiamo oggi, ricopriva un ruolo importante tutto il Sud Italia. Qui si erano succedute, infatti, le grandi civiltà del passato: fenici, greci, normanni, etruschi avevano fondato città e costruito strutture tutt’oggi in piedi. Qui si poteva studiare da vicino l’ingegneria romana, l’architettura ellenica della Magna Grecia (fonte informa-press.it), e l’arte greca direttamente dove erano state concepite e si potevano anche studiare i grandi vulcani italiani, l’Etna e il Vesuvio. Lo scrittore e architetto Friedrich Maximilian Hessemer definiva la Sicilia come il puntino sulla “i” della parola Italia, mentre Goethe riteneva quest’isola la “chiave di tutto” per conoscere al meglio la cultura italiana.

Il Grand Tour di Goethe

Ripercorrendo l’itinerario di uno dei più grandi letterati tedeschi di tutti i tempi, Goethe per l’appunto, la tappa di partenza fu Trento, dove il giovane tedesco arrivò nel settembre del 1786, per poi spostarsi sul Lago di Garda e poi nel Veneto. Attraversando Emilia e Toscana, Goethe giunse a Roma a novembre per restarvi in visita per ben tre mesi; successivamente, da febbraio a marzo, visitò Napoli e la zona circostante, restando affascinato in particolar modo dagli scavi di Ercolano e Pompei in seguito all’eruzione del Vesuvio del 79 d.C e dal museo di Capodimonte (come ricordato sul sito capodimonte.cultura.gov.it in occasione speciale per l’anniversario della morte del poeta), museo d’arte e natura trattato anche su informa-press.it; da qui si imbarcò poi per Palermo. In Sicilia il giovane letterato restò fino a maggio, in un tour nel quale furono protagoniste Palermo, Agrigento, Siracusa, Castelvetrano, Sciacca, Monreale, Enna, Caltanissetta, Catania con l’immancabile visita all’Etna, e poi ancora Aci Trezza, Messina e Taormina.

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Dalla pagina Facebook “Tacus Arte Integrazione Cultura”

L’itinerario del Grand Tour di Goethe è un ottimo pretesto per visitare l’Italia. Alcuni spunti interessanti si trovano su fenici.net, ma si può tranquillamente anche optare per dividere il percorso in più viaggi, oppure si può invertire la rotta partendo dalla Sicilia e risalendo passando per Napoli, Roma e successivamente arrivano nel Settentrione.

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