Il governo Meloni: il “Reddito di cittadinanza” diventa la “Mia”. Vediamo cosa cambia

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Mia nuovo reddito cittadinanza

Mia nuovo reddito cittadinanza: il reddito di cittadinanza cambia nome e diventa “Mia”, acronimo di “Misura di inclusione attiva”. Il governo Meloni è pronto a varare il nuovo strumento dopo la proroga del Reddito di Cittadinanza. La durata cambia e sarà diviso in due categorie con quote a scalare: occupabili e famiglie povere senza possibilità di lavorare. Per i primi il tetto massimo del sussidio sarà di 375 euro, mentre per le seconde l’importo base sarà di 500 euro.

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Mia nuovo reddito cittadinanza: potrebbe partire da settembre

Reddito cittadinanza governo Meloni
Dal Profilo Twitter di Giorgia Meloni

Il Governo Meloni è pronto a varare il nuovo strumento di sostegno al reddito al posto del Reddito di cittadinanza. Il nuovo strumento si chiamerà “Mia”, acronimo di “misura di inclusione attiva”. I testi con le nuove regole sono state scritte dal ministero del Lavoro, guidato da Marina Elvira Calderone. Al momento sono al vaglio del ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti. Tra qualche settimana il decreto-legge potrebbe arrivare in Consiglio dei ministri. E la Mia si dovrebbe poter chiedere da settembre 2023. I potenziali beneficiari, scrive il Corriere della Sera, in linea con quanto deciso con la manovra, verranno divisi in due platee. Si tratta di famiglie povere senza persone occupabili e famiglie con occupabili. Le prime sono quelle dove c’è almeno un minorenne o un anziano over 60 o un disabile. Le seconde quelle dove non ci sono queste situazioni, ma almeno un soggetto tra 18 e 60 anni d’età.

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Mia nuovo reddito cittadinanza: gli importi

Milano tangenti Conservatorio, Napoli aumento bollette, Napoli banconote false dark webLa riforma prevede una stretta. Le famiglie povere continueranno a ricevere un sussidio, la Mia appunto. Il suo importo base, per un single, dovrebbe restare di 500 euro al mese, come nel reddito. C’è invece ancora discussione sulla quota aggiuntiva nel caso in cui il beneficiario debba pagare l’affitto. Il reddito di cittadinanza prevede fino a 280 euro al mese. Con la Mia questa quota potrebbe essere alleggerita e modulata sulla numerosità del nucleo familiare. Ma la stretta maggiore colpirà gli occupabili. Qui l’ipotesi che ha più chance è quella che vede l’assegno base ridotto a 375 euro. Sui tempi del sostegno è prevista una stretta. Per i poveri tout court la Mia durerà fino a 18 mesi, per gli occupabili non più di un anno. Il nuovo sussidio, in sostanza, non si potrà più chiedere a ripetizione.

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Mia nuovo reddito cittadinanza: altri cambiamenti

Covid Cassa integrazione
Dalla pagina Facebook ufficiale dell’Inps

Ci sarà una stretta in vista anche sul fronte Isee. Secondo le indiscrezioni circolate al momento, il tetto per aver diritto alla nuova misura di inclusione attiva dovrebbe scendere. Si passerà dagli attuali 9.360 euro percepiti con il reddito di cittadinanza a un massimo di 7.200 euro. Un taglio di oltre 2mila euro dell’indicatore della ricchezza familiare che rischia di far fuori una fetta significativa della platea di potenziali beneficiari. Fatta la domanda per via telematica, la prestazione sarà riconosciuta solo dopo che saranno stati fatti i controlli incrociati. Questi saranno effettuati sul possesso dei requisiti: reddito, patrimonio, veicoli, eccetera. I nuclei familiari senza occupabili saranno indirizzati ai comuni per i percorsi di inclusione sociale. Gli altri verranno avviati ai centri per l’impiego dove, come condizione per ottenere la Mia, dovranno sottoscrivere un patto personalizzato.

Per gli occupabili la riforma, oltre ai centri pubblici per l’impiego, coinvolgerà le agenzie private del lavoro. Che incasseranno un incentivo per ogni persona occupabile per la quale riusciranno ad ottenere un contratto, anche a termine o part time.

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Mia nuovo reddito cittadinanza: nuova piattaforma e nuovi controlli

Quarantena coronavirusPer migliorare l’incrocio tra domanda e offerta di lavoro sarà creata una piattaforma nazionale sotto la regia del ministero del Lavoro. In essa gli occupabili dovranno obbligatoriamente iscriversi e potranno ricevere le offerte congrue di lavoro. Basterà rifiutarne una per far decadere la prestazione. L’offerta verrà ritenuta congrua se in linea con la profilazione della persona occupabile e se la sede di lavoro sarà nell’ambito della provincia di residenza del beneficiario o delle province confinanti. Saranno ritenute congrue anche le offerte di contratti brevi, purché superiori a 30 giorni. La riforma rafforzerà tutte le norme sui controlli. Sarà normalizzata la decadenza dal beneficio per chi non rispetta gli impegni previsti dai patti di inserimento al lavoro o di inclusione sociale. E saranno rafforzate le pene per chi dichiara il falso o lavora in nero pur prendendo il sussidio.

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