Le migliori pizze surgelate in commercio secondo AltroConsumo

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È risaputo che il desiderio di pizza, il più delle volte, arriva in maniera improvvisa senza che si abbia il tempo materiale e gli ingredienti per sfornare una pizza degna di tal nome.

Ogni occasione, infatti, si può trasformare in quella giusta per mangiare una pizza fuori programma sia da soli che in compagnia.

Le alternative che si hanno a disposizione per accontentare la propria voglia di pizza sono sostanzialmente due: rivolgersi a una Food Delivery App, clicca qui per farti consegnare subito una pizza calda e fumante, o tirare fuori dal freezer una di quelle pizze surgelate che hai comprato durante l’ultima spesa.

Proprio le pizze surgelate sono al centro di un recente studio di AltroConsumo, importante associazione di consumatori, che ha messo alla prova 14 pizze di tipo Margherita largamente diffuse nei supermercati italiani.

Lo staff di AltroConsumo, dopo aver assaggiato tutte le 14 marche di pizza, ha stillato una classifica finale che, a dire il vero, ha sorpreso un po’ tutti gli addetti al lavoro.

Pizze surgelate: un prodotto in crescita

Se fino a qualche anno fa le pizze surgelate erano considerate una sorta di prodotto minore, negli ultimi anni la musica è decisamente cambiata.

Il rilancio delle pizze surgelate, sia da un punto di vista di aumento delle vendite che a livello qualitativo, è esploso durante il periodo della Pandemia da Covid.

Molti italiani, infatti, per via dei lunghi periodi di isolamento forzato e per la difficoltà nel reperire alcune materie prime come lievito e farina, hanno iniziato ad apprezzare la bontà e la praticità delle pizze surgelate.

AltroConsumo, nel corso di questa prova, ha testato 14 pizze Margherita dei marchi che figurano nel reparto surgelati dei maggiori supermercati italiani.

Il primo dato che si sottolinea è che, a differenza di quanto si possa pensare, i prodotti che si utilizzano ormai per le pizze surgelate sono di buona qualità.

Sfatato quindi il falso mito della pizza surgelata come prodotto di livello inferiore rispetto alla pizza fatta in casa o consumata in pizzeria.

L’unica nota stonata riguarda la qualità dell’olio visto che, delle 14 marche provate, solo per tre era stato usato l’olio extravergine di oliva (Mamamia, A Pizza e Artepizza).

I criteri utilizzati da AltroConsumo

Il test eseguito da AltroConsumo ha tenuto conto principalmente di due aspetti delle pizze: il primo legato alla composizione del prodotto (con la verifica degli ingredienti e degli aspetti nutrizionali) e l’altro al gusto, alla consistenza e all’aspetto finale.

I giudici hanno quindi visionato le pizze ancora surgelate per poter analizzare il loro aspetto e successivamente, dopo che le pizze sono state cotte seguendo le indicazioni presenti sulle confezioni, sono passati all’assaggio “al buio”, ovvero senza conoscere la marca della pizza.

Il test ha confermato la presenza di mozzarella, e non di altri tipi di formaggi, in tutte le pizze assaggiate. I maggiori difetti, secondo gli esperti, sono da ricercare nell’apporto calorico troppo alto e nell’eccessiva quantità di sale.

Il test non si è limitato solo alla pizza, ma ha riguardato anche il suo packaging. AltroConsumo, a riguardo, ha segnalato il consumo esagerato di confezioni di cartone che hanno una funzione puramente estetica in quanto la pizza è già sufficientemente avvolta in una pellicola di plastica.

Esselunga in testa, Cameo e Buitoni fanalini di coda

Il test di AltroConsumo ha dato il massimo del punteggio (69 punti) alla Pizza Margherita di Esselunga che è risultata prima anche per il rapporto qualità/prezzo. Al secondo posto, a pari merito, ben tre pizze: la Margherita Verace di Bofrost, la Margherita di A Pizza la Tre Mulini di Eurospin.

Passando alle note dolenti, invece, sul fondo della classifica la coppia formata dalla Bella Napoli Margherita Buitoni e dalla Pizza Regina Extra Grande di Cameo, entrambe valutate con appena tre stelle.

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